PHOTO
Arriva una prima risposta dal ministero delle Imprese e del Made in Italy alla diffida legale inviata dalla Cgil Sardegna e dalla Cgil di Sassari alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per la mancata convocazione della cabina di regia prevista dal protocollo sulla chimica verde sottoscritto nel 2011 e recepito nel 2022 da una legge nazionale.
Nella lettera inviata al sindacato, il ministero assicura che avvierà in tempi rapidi le interlocuzioni e gli adempimenti necessari per convocare la cabina di regia, con l’obiettivo di avviare i lavori entro il prossimo mese di settembre.
La Cgil: “Primo passo, ora vigilare sugli impegni”
Per la Cgil si tratta di un primo risultato ottenuto grazie all’iniziativa sindacale. “Questo passo in avanti è frutto delle azioni del sindacato che da anni rivendica il rispetto di quel protocollo”, afferma la segretaria della Cgil Sardegna, Simona Fanzecco.
La dirigente sottolinea però che il sindacato continuerà a vigilare sul rispetto degli impegni assunti e richiama l’attenzione sulle numerose crisi industriali ancora aperte nell’isola. A settembre, aggiunge, sarà necessario fare il punto della situazione e costruire un percorso condiviso, se possibile anche con la Regione Sardegna, per portare al governo le rivendicazioni del territorio.
La vertenza di Porto Torres
La risposta del ministero rappresenta un primo sviluppo nella vertenza che riguarda il polo industriale di Porto Torres, storico sito della chimica italiana dove sono presenti gli impianti destinati al progetto di riconversione verso la chimica verde.
La diffida era stata inviata il 15 luglio, dopo l’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori promossa dalla Cgil all’esterno dello stabilimento, in seguito al diniego dell’azienda all’utilizzo della sala mensa. L’iniziativa legale, sostenuta anche dalla Cgil nazionale, puntava a sbloccare un progetto di riconversione industriale fermo da anni.
La richiesta di investimenti
Nel corso dell’assemblea la Cgil aveva ribadito che il tempo delle attese era terminato, denunciando come mobilitazioni e richieste avanzate in questi anni per ottenere l’attuazione degli impegni sulla trasformazione del petrolchimico in un hub della chimica green fossero rimaste senza risposte.
Per il sindacato lavoratori, lavoratrici e territorio attendono da troppo tempo gli investimenti previsti e chiedono che governo ed Eni diano finalmente seguito ai progetti industriali già annunciati, garantendo prospettive occupazionali e di sviluppo per il sito di Porto Torres.






















