Agcom ha avviato una consultazione pubblica sul rinnovo dei diritti d'uso delle frequenze radiomobili 5G in scadenza nel 2029. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha indicato il rinnovo delle frequenze mobili come soluzione preferibile alla gara, subordinandolo a obblighi progressivi di copertura, qualità, accesso e investimento. Il modello punta a garantire continuità dei servizi, sostenibilità del mercato e sviluppo delle reti 5G Stand Alone e 6G.

Positivo il parere della Slc Cgil, che però avverte "Il rinnovo sia l'occasione per facilitare finalmente una vera politica industriale che liberi risorse per investimenti infrastrutturali mirati e, soprattutto, veicoli un programma straordinario di formazione e riprofessionalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori della filiera, a iniziare da quelli del Crm/Bpo”. Le organizzazioni sindacali sono ancora in attesa di una convocazione da parte del Mimit per discutere della crisi senza precedenti che ha investito come uno tzunami il settore. Ma nonostante gli scioperi di luglio e la conferenza stampa del 31 presso la Camera dei Deputati, dal dicastero tutto tace.

“Questa è un'occasione unica per permettere finalmente la realizzazione della rete 5G stand alone - dichiara Riccardo Saccone, segretario generale di Slc Cgil - e, soprattutto, evitare che i costi della transizione digitale ricadano sulle persone ". Ormai il Crm/Bpo è dentro una profonda ristrutturazione, una crisi che rischia di essere irreversibile. Proprio per questo in più occasioni il sindacato si è dichiarato favorevole a un rinnovo non oneroso delle licenze, a patto che favorisca anche investimenti sulle persone della filiera.

“Ora è il momento di agire. È necessario che tutti gli attori, a partire dalle istituzioni, si coordinino per trovare strumenti, risorse e opportunità di riprofessionalizzazione per migliaia di lavoratrici e lavoratori. Ci attiveremo in tutte le sedi - conclude Saccone - affinché sia chiaro che da questa opportunità, se decisa, dal Governo non devono in alcun modo esser lasciati fuori i lavoratori, a partire dai più esposti".