"Senza consenso è stupro." Sembra una di quelle frasi così ovvie che potrebbero essere scritte sui pacchetti di sigarette insieme a “nuoce gravemente alla salute”. Eppure eccoci qui, nel 2026, a doverlo ancora ribadire.
Per qualunque altra cosa il consenso è sacro. Se qualcuno entra in casa tua senza chiedere, non è "una sorpresa romantica", è violazione di domicilio. Se ti prendono il portafoglio dalla tasca in metro non è "uno scherzo goliardico ", è furto. Ma quando si parla di corpo e intimità, improvvisamente qualcuno si confonde. “Eh, però, non ha detto chiaramente No”.
Il disegno di legge Bongiorno è pericoloso proprio per questo: perché legittima il “silenzio assenso”. Però scusate, la regola del “chi tace acconsente” può andare bene alla riunione di condominio, non se parliamo di una relazione sessuale, che deve essere libera e consensuale.
A supporto del concetto di “dissenso”, il governo paventa il pericolo delle false denunce per violenza sessuale. Una fake news basata su un falso mito e stereotipo di genere: "le donne amano la vendetta”. Tuttavia i numeri ci dicono il contrario: secondo l’Istat, nel 2025 è aumentata la consapevolezza della violenza subita (dati in grafica), ma resta stabile il sommerso dei reati: rispetto al 2014 non aumenta la quota di chi denuncia la violenza (dati in grafica) e nemmeno la condivisione con altri delle esperienze vissute.
Insomma, pieno così di donne vendicative che intasano commissariati e tribunali eh…
Nel frattempo, continuiamo a confondere l'assenza di un "no" con la presenza di un "si". Eppure il messaggio è molto semplice: se non c’è un sì libero e chiaro, non è sì. E se non è sì… è no. I nostri corpi non sono negoziabili.ù Senza consenso non è seduzione, non è malinteso, non è zona grigia. Senza consenso è stupro.





















