Legambiente torna in piazza il 25 maggio a Napoli con La Via Maestra. Insieme per la Costituzione. Condividiamo con la Cgil e le tante altre organizzazioni della società civile l’impegno costante nel difendere, applicare e praticare i principi fondamentali della nostra Carta: pace, ambiente, lavoro, uguaglianza, democrazia, salute, istruzione.

Torniamo in piazza alla vigilia di cruciali elezioni per il futuro dell’Europa, per rappresentare e far pesare nella campagna elettorale italiana la voce della società civile che chiede di lavorare con più efficacia per la pace, per combattere la crisi climatica, per accelerare la transizione ecologica ed energetica.

Torniamo in piazza per un nuovo Green Deal europeo, perché la risposta alle crisi del nostro tempo non è il suo smantellamento, attraverso un’ingiustificata deregulation ambientale, economica e sociale, come chiedono le componenti più retrive del mondo industriale e agricolo. Non serve rallentare un processo che è irreversibile, strumentalizzando il disagio dovuto a difficoltà economiche, povertà e disuguaglianze crescenti che affliggono sempre più i cittadini.

Accelerare la transizione climatica costa meno che rallentarla. Va però governata, e non strumentalizzata, con particolare attenzione agli aspetti sociali, per non lasciare indietro nessuno, a partire da lavoratori, cittadini, territori più fragili.

Torniamo in piazza contro la cattiva riforma sull’autonomia differenziata arrivata all’ultimo miglio in Parlamento. Oltre a far aumentare le disuguaglianze a scapito dei territori più fragili e tra le cittadine e i cittadini, fa male all’ambiente e alla lotta ai cambiamenti climatici.

La tutela dell’ambiente nell’interesse delle future generazioni, inserita tra i principi fondamentali della Costituzione, contrasta con l’accesso diseguale ai servizi essenziali e al diritto di usufruire dei beni pubblici. Le risorse naturali non hanno confini amministrativi e il Paese non può permettersi scelte territoriali differenti su politiche energetiche, reti di trasporto, governo del territorio, controlli ambientali, tutela della salute, istruzione.

Torniamo in piazza contro la costruzione del ponte sullo Stretto, opera dannosa, inutile e costosa. Costerà alle casse dello Stato 15 miliardi di euro destinati a lievitare: un grande bluff che sottrae preziose risorse alle vere priorità infrastrutturali, in particolare nel Sud d’Italia dove i pochi treni in circolazione hanno un’età media di 18,5 anni e viaggiano su linee in larga parte a binario unico e non elettrificate.

In tutto il Paese il trasporto su ferro a servizio dei pendolari è arretrato. La giusta transizione ecologica passa anche dal fornire un efficiente trasporto pubblico a disposizione di tutti.

Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente

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