"Non si permetta a un’organizzazione che si ispira al fascismo di essere in un luogo dedicato alla libertà e alla democrazia. Fuori CasaPound dal Salone del Libro di Torino". È quanto scrive la Cgil nazionale su Twitter prendendo posizione sul caso scoppiato nei giorni scorsi, cioè la presenza di Altaforte – la casa editrice legata all'organizzazione neofascista – all'importante evento culturale che si terrà dal 9 al 13 maggio in città.

Aggiunge in una nota la Cgil di Torino: “Condividiamo la scelta di coloro che hanno deciso di non partecipare al Salone del Libro, a partire dalla presidente nazionale dell'Anpi, e chiediamo al Comune e alla Regione Piemonte di non permettere, a chi si dichiara apertamente fascista, di acquistare spazi al salone, per restituirgli il carattere di partecipazione aperta a tutti coloro che pensano che la cultura e i libri siano strumenti di pensiero plurale, di crescita e dibattito, e non carta da bruciare”.

“È il momento in cui tutti – sottolinea la Camera del lavoro – dobbiamo ribadire con forza che il fascismo è un crimine e un reato, perché è dall'indifferenza e dalla sottovalutazione che nel nostro Paese ed in Europa si sono generati anni bui che non vorremmo rivedere”. La Cgil ricorda che “il Salone del Libro rappresenta un evento importante per Torino, città medaglia d'oro alla Resistenza e profondamente antifascista. Sviluppo e centralità della cultura, eventi di carattere internazionale capaci di valorizzare il nostro territorio, non devono farci perdere di vista i valori fondanti della nostra Costituzione. I tanti episodi che si stanno susseguendo ormai quotidianamente nel nostro Paese non possono essere sottovalutati”.

Anche per la Slc Cgil di Torino e del Piemonte, la partecipazione della casa editrice Altaforte al Salone del Libro “è un atto contrario allo spirito stesso della manifestazione che ha nella diffusione della cultura e dei valori democratici del paese i suoi pilastri fondamentali. Nel centenario della nascita di Primo Levi, cui è dedicato un omaggio al Salone, si autorizza la presenza di una casa editrice che dichiara ‘Mussolini è il più grande statista italiano’ e ‘Sono fascista, l'antifascismo è il vero male’. Dichiarazioni aberranti – sottolinea il sindacato –, contrarie alla Costituzione, sulle quali chiediamo alle istituzioni democratiche della città e della Regione di rispondere, nel rispetto dei valori che la nostra Costituzione ci consegna e della comunità tutta in una città, Torino, medaglia d'oro della Resistenza. Testimoniamo la nostra solidarietà e ci uniamo a tutte e tutti gli intellettuali, le istituzioni e associazioni democratiche che in queste ore stanno chiedendo a gran voce l'esclusione della partecipazione della Altaforte al Salone. Siamo contrari – conclude la nota – alla legittimazione di chi ha nel revisionismo storico la sua cifra distintiva e ripropone un'idea fascista della società che con forza respingiamo”.