“Nel 1986, l’esplosione dello Space shuttle challenger – spiega il rettore dell’Università degli studi di Camerino, Claudio Pettinari – è stata attribuita a un cedimento strutturale. A causarlo: l’inadeguatezza del materiale con cui erano state realizzate delle guarnizioni di silicone”. Grazie al contributo del Comitato sisma Centro Italia, l’ateneo marchigiano ha lanciato un programma per lo studio e la ricerca sui materiali.

I laboratori della facoltà di chimica hanno ricevuto un Gel Permeation Chromatography, un macchinario in grado di determinare il peso molecolare dei polimeri, utile nella sintesi di nuovi materiali, strategici per l’energia e l’ambiente, con i quali costruire prodotti da commercializzare. Come le mascherine in gomma termoplastica antibatterica sviluppate con l’idea di ridurre l’utilizzo di dispositivi usa e getta.

Un caso virtuoso in cui università sindacati e aziende hanno unito le proprie forze per il bene del territorio, per il rilancio del tessuto produttivo. Per un futuro che solo il sapere può rendere migliore.

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