Entrare nelle carceri per far conoscere fuori come si sta dentro. È la missione delle delegazioni dell'Alleanza per l'articolo 27 della Costituzione, che riunisce numerose associazioni, tra cui la Cgil, impegnate sui temi della giustizia, dell'esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà. Martedì 14 luglio visiteranno 34 istituti penitenziari italiani di 29 città, da Asti a Civitavecchia, da Milano a Napoli, Roma, Sassari, Torino.

Oltre 330 persone, rappresentanti dell'Alleanza, esponenti delle istituzioni locali, del mondo dell'università, della cultura e della società civile, entreranno per riportare l'attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni delle carceri italiane, oggi attraversate da una crisi sempre più grave, e riaffermare il principio secondo cui la pena deve essere conforme ai valori sanciti dall'articolo 27 della Costituzione: umanità, dignità della persona e finalità di reinserimento sociale.

Le cronache registrano pressoché quotidianamente disordini ed episodi di violenza, conseguenza di un sistema al collasso. Gli ultimi si sono verificati in questi giorni nella casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino dove un detenuto ha dato fuoco alla cella e altri due hanno aggredito alcuni agenti della polizia penitenziaria, e a Trento, teatro di una rissa tra personale e carcerati.

I numeri descrivono una situazione che è ormai insostenibile. Il tasso medio di sovraffollamento è pari al 140 per cento, con circa 18 mila persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. Migliaia di persone continuano a vivere in condizioni giudicate non dignitose dalla magistratura, mentre continua il dramma dei suicidi e delle morti in carcere.

Da qui l’iniziativa dell'Alleanza nella convinzione che il carcere debba tornare a essere conosciuto, osservato e discusso dalla società. Nata a Roma lo scorso 6 febbraio, l’Alleanza parte dalla volontà condivisa di costruire un percorso comune per promuovere politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, contrastando una stagione segnata dall'espansione del diritto penale, dall'aumento del ricorso alla detenzione e dalla progressiva chiusura del carcere nei confronti della società esterna.