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Alla Reggiana Riduttori di San Polo, azienda del Gruppo Interpump, va in scena oggi, 10 luglio, il primo sciopero per il contratto aziendale nella storia dell’impresa. “Abbiamo fatto di tutto per evitare di arrivare allo sciopero – dichiara la Fiom in una nota –, ma da parte del management c’è stato un vero impegno nel cercare la rottura”.
Primo sciopero per il contratto aziendale nella storia dell’azienda. Gli operai non incrociavano le braccia da oltre cinquant’anni
I dipendenti della Reggiana Riduttori incrociano le braccia per la prima volta dopo oltre cinquant’anni di storia aziendale. “Tutti i precedenti contratti aziendali, così come tutti i contratti aziendali che la Fiom sta rinnovando in provincia, sono stati firmati senza un’ora di sciopero”, dichiarano Marco Righi e Massimo Tiramani della Fiom.
Fiom: Adesione all’85%: la proposta dell’azienda è stata rispedita al mittente
“La partecipazione allo sciopero di oggi è stata altissima, con oltre l’85% di adesione i dipendenti rimandano al mittente la proposta fatta dall’azienda e chiedono di tenere maggior conto della piattaforma presentata – continua la Fiom –. Fuori dalla fabbrica anche molti impiegati, un fatto inedito che dimostra plasticamente come le scelte aziendali stiano creando malessere a 360 gradi sia tra gli operai sia negli uffici. Questa prima fermata è un modo per farsi sentire e per ribadire che la misura è colma”.
L’assemblea dei lavoratori nei giorni scorsi aveva bocciato e ritenuto insufficienti le proposte aziendali di rinnovo e si aspetta che si possa riapre il tavolo negoziale e raggiungere un accordo con aumenti dignitosi. “Sorprendente come, in un’azienda con volumi in crescita e bilanci sani, non si riesca ad avere un confronto, così come sta avvenendo in tante realtà del territorio, che ha già portato alla sottoscrizione degli accordi con miglioramenti salariali e senza scioperi” prosegue Massimo Tiramani.
L’azienda del Gruppo Interpump produce riduttori e negli anni scorsi ha visto contemporaneamente l’utilizzo di ammortizzatori sociali, a causa di una temporanea riduzione dei volumi produttivi, e la distribuzioni di milioni di euro di dividendi. “Come si può chiedere a un dipendente di impegnarsi quando con una mano si abbassa il salario con la cassa integrazione e con l’altra si sganciano milioni di euro agli azionisti?”, prosegue la nota della Fiom.
L’assemblea sindacale ha dichiarato complessivamente 24 ore di sciopero: oggi le prime otto
L’assemblea sindacale che si è svolta mercoledì scorso, 8 luglio, ha dichiarato complessivamente 24 ore di sciopero, di cui otto svolte questa mattina, 10 luglio, quando nei reparti produttivi le macchine si sono fermate per l’intera giornata. “Il silenzio della produzione dovrebbe essere ascoltato dalla proprietà per dare una svolta alla trattativa ed evitare altri scioperi – conclude Massimo Tiramani –. Anche perché il voto unanime sugli scioperi e l’alta adesione potrebbero trasformare le prossime 16 ore di stop in scioperi a scacchiera”.






















