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Diritti calpestati

Torino, al Carrefour minacce di morte a un sindacalista Filcams

Carrefour annuncia 500 esuberi
Giorgio Sbordoni
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Il fatto questa mattina durante l'assemblea dei lavoratori del punto vendita in franchising. 4 di loro, tra cui l'rsa Cgil e quello Cisl, sono stati messi in Fis e sostituiti da collaboratori a giornata. Il racconto della vittima e il video del padrone che insulta i dipendenti

Siamo arrivati al ground zero delle condizioni di lavoro e del rispetto dei diritti. Il velo è caduto davanti alla situazione lavorativa di un franchising Carrefour di Torino, che il sindacato monitorava già da tempo. La denuncia della Filcams Cgil provinciale sui fatti accaduti oggi è di quelle gravissime. Perché in due post su Facebook ci racconta una realtà che sembra arrivare da un altro secolo e da un altro mondo. E invece succede ai giorni nostri. E ci parla di un sindacalista minacciato di morte e di lavoratori a cui è stato interdetto l'ingresso nel negozio. Messi in cassa integrazione e sostituiti da altri lavoratori e collaboratori a giornata.

Tutto è accaduto questa mattina durante l'assemblea e il presidio davanti al negozio. "Carrefour - ci racconta Fabrizio Nicoletti, il funzionario della Filcams Cgil vittima delle minacce - quel punto vendita lo ha dato in gestione un anno e mezzo fa poiché era considerato poco redditizio. L'imprenditore che lo gestisce ha sempre avuto un atteggiamento scorretto, aggressivo e minaccioso nei confronti dei dipendenti. Della serie, se non righi dritto ti do i turni peggiori. Tanto che al nostro rsa non ha pagato alcune spettanze".

"La scorsa settimana - continua il racconto di Nicoletti - ci è stata comunicata la procedura di Fis ristori. A finire in cassa 4 dipendenti, tra cui il nostro rsa e quello della Cisl. Peccato che li abbia sostituiti con collaboratori a giornata e posizioni poco chiare, tanto che facendosi un giro in negozio nessuno dei posti è scoperto. Così stamattina abbiamo fatto assemblea e, come è ovvio, abbiamo preso l'elenco presenze. A un certo punto vedo il collaboratore del titolare che si affaccia sulla porta con carta e penna, l'aria minacciosa di chi ostentava l'intenzione di prendere i nomi di chi partecipava all'assemblea. Allora gli ho detto ironicamente che non si doveva preoccupare, che l'elenco glielo avremmo dato noi. Lui ha iniziato a minacciarmi, 'Ti stacco la testa, ti rompo la faccia, a te e a tutti i tuoi'. Non mi è neanche ben chiaro se con tutti i tuoi intendesse la mia famiglia o il sindacato. Domani mattina andrò in questura a sporgere denuncia. Quando abbiamo finito l'assemblea, come se non bastasse, anche il titolare si è affacciato sulla porta, minacciando di non pagare gli stipendi il 15 aprile e di mandare tutti a zappare la terra".

 

 

"Ora faremo ripartire le denunce all'Inps, all'Ispettorato del lavoro e rinnoviamo la richiesta a Carrefour di riprendersi questo negozio. Gente così - ribadisce Fabrizio Nicoletti - non può gestirlo. Noi li abbiamo già sentiti più volte i referenti di Carrefour e mi auguro che questo ennesimo episodio possa accelerare una soluzione".

“Siamo al fianco di Fabrizio Nicoletti e i lavoratori Carrefour di Torino, per condannare fermamente certi tipi di comportamenti e minacce, che non devono passare impuniti”, ha affermato Alessio Di Labio, segretario nazionale della Filcams Cgil. “Il punto vendita in questione è passato da una gestione diretta ad un franchising, ed è lo specchio di una problematica che denunciamo: la frammentazione del commercio e la deresponsabilizzazione sui lavoratori dei grandi marchi attraverso il franchising o attraverso modelli di gestione come quello di Conad stanno trascinando tutto il settore verso un peggioramento delle condizioni di lavoro”.

"Carrefour deve intervenire e revocare il mandato a questo imprenditore. È questo il modello di rilancio del gruppo in Italia?", scrive la Filcams torinese nel post, chiedendo alla Carrefour di intervenire immediatamente.