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Emergenza abitativa

Campania, con la crisi aumenta il rischio sfratti

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In regione sono tantissimi quelli che potrebbero perdere la propria abitazione in affitto per via del disastro economico e della perdita del lavoro. Le proposte della Cgil e del Sunia

Per migliaia di famiglie, in Campania, c’è il rischio concreto di perdere la propria abitazione, di essere sfrattate per morosità. Già prima dell’emergenza sanitaria erano oltre 10 mila i procedimenti avviati sul territorio. Adesso, con la crisi economica innescata dalla pandemia, ne seguiranno molti altri, anche se per conoscere l’entità del fenomeno bisognerà attendere la ripresa dell’attività giudiziaria. La crisi indotta dal contagio presenta il conto anche sul fronte di uno dei diritti fondamentali, quello alla casa, e investe come uno tsunami il mercato degli affitti, sia nelle locazioni abitative sia nelle altre, provocando disastri ai redditi degli inquilini e dei proprietari. 

A lanciare l’allarme, la Cgil e il Sunia regionali, come si può vedere anche nelle dichiarazioni video di Nicola Ricci, segretario generale della Cgil Campania, e Antonio Giordano, numero uno del sindacato degli inquilini del territorio. Le organizzazioni di rappresentanza continuano a incalzare Governo, Regione e Comuni, affinché vengano approvati ulteriori provvedimenti e misure straordinarie a tutela dei locatori e conduttori degli immobili locati, destinati a qualsiasi uso, che favoriscano il superamento di questa grave crisi.

 

 

“I provvedimenti sin qui adottati, ivi compreso lo stanziamento di 140 milioni di euro previsto nel DL 34/2020, pur rappresentando un segnale positivo per gli inquilini, sono ancora insufficienti per una risposta positiva alla grave emergenza che si profila”, si legge in una nota congiunta. Basti pensare che su 64 mila domande per il contributo all’affitto, a beneficiarne sarà appena il 20 per cento dei richiedenti. Una percentuale non dissimile da quella che riguarda le domande presentate per il contributo trimestrale per l’emergenza Covid-19. Dati che dimostrano la necessità urgente di un incremento delle misure economiche e fiscali a favore dei locatori e dei conduttori.

 

 

Per questo la Cgil e il Sunia hanno chiesto a tutti gli interlocutori politici in campo l’approvazione immediata di alcune misure straordinarie finalizzate, quanto meno, ad attutire gli effetti drammatici della grave crisi economica in atto: da un ulteriore sostegno economico ai conduttori in difficoltà, attraverso l’estensione e la semplificazione delle procedure di accesso al fondo per la morosità incolpevole, all’aumento dello stanziamento previsto. Dall’estensione della cedolare secca al 21 per cento per tutte le tipologie di contratto relative ad immobili destinati ad uso diverso dall'abitazione, qualora vi sia un accordo tra inquilini e proprietari di riduzione del canone di almeno il 30 per cento, all’aumento del credito d’imposta per i conduttori, in ragione del cento per cento del canone corrisposto. Alla riduzione proporzionale dell’aliquota Imu qualora vi sia un accordo tra inquilini e proprietari di riduzione del canone in proporzione a tale riduzione. Queste sono solo alcune delle priorità espresse dal sindacato che continuerà a battersi per il diritto alla casa e per non lasciare soli coloro che oltre a subire il dramma della perdita del lavoro rischiano di ritrovarsi anche senza un tetto sulla testa.

Video a cura di Mattia Carpinelli