Nel suo Breviario Mediterraneo lo scrittore P. Matvejević dedica pagine memorabili a ciò che significa la condizione di insularità, spiegando come le isole, specie quelle mediterranee, siano luoghi particolari che spesso assumono connotazioni umane.

È per discutere di questo tema che, a febbraio 2026, l’istituto sindacale europeo Etui ha organizzato a Palermo (su impulso della Cgil nazionale e di quella sarda) un workshop per i sindacalisti delle isole del Mediterraneo, che ha visto la partecipazione di dirigenti sindacali provenienti dalla Corsica, Sardegna, Sicilia, Cipro, Canarie e Baleari.

Si è trattato della prima occasione di confronto europeo sulle isole dal punto di vista sindacale, per conoscere le diverse forme di azione e di rappresentanza sindacale, condividere situazioni specifiche e buone pratiche e apprendere gli uni dagli altri.

I principali problemi comuni alle isole dell’UE sono facilmente identificabili:

Il Pil è al di sotto della media europea e di quella dei paesi di cui le isole fanno parte.

La dipendenza dal trasporto aereo e marittimo determina costi aggiuntivi per l’insieme delle attività economiche.

Esistono costi aggiuntivi anche per la dipendenza dai mercati della terraferma.

Le economie insulari sono in prevalenza orientate verso i settori primario e terziario, il che contribuisce alla condizione di debolezza del tessuto economico. Ne è un esempio la monoattività turistica che espone al rischio di vulnerabilità del carattere stagionale in termini di quantità e qualità del lavoro, insufficienza dei salari, precarietà e iper flessibilità.

Emerge la necessità di diversificare l’economia delle isole con l’obiettivo di rafforzare il settore secondario.

In questo contesto si collocano le sfide attuali a proposito del cambiamento climatico, dell’accesso all’acqua o della transizione energetica.

Il workshop ha permesso di verificare come, al di là delle previsioni costituzionali o di legge ordinaria, la difficoltà a tradurre in azione pratica quanto disposto in favore delle isole è comune a tutti gli stati interessati. A fronte di ciò, è emersa una doppia consapevolezza: da un lato, occorre continuare nel lavoro comune tra i sindacati delle isole, dall’altro, si è mostrata la volontà di chiedere alle strutture nazionali delle diverse confederazioni di valutare un possibile percorso comune per sollevare la questione dell’insularità anche al livello della Confederazione europea dei sindacati.

Ora l’auspicio è che su questa ipotesi possa cominciare un percorso condiviso e che il tema della condizione dei lavoratori e dei cittadini che vivono nelle isole dell’Ue divenga patrimonio e terreno di iniziativa anche del sindacato europeo.

Fausto Durante, Segretario generale Cgil sarda