PHOTO
Negli Stati Uniti, tra le tante emergenze, ce n’è una nuova che riguarda il lavoro minorile. La segnala un approfondimento dell'Economic Policy Institute (Epi), firmato dalla ricercatrice Nina Mast. Tra il 2023 e il 2024 molti Stati avevano iniziato ad inasprire le sanzioni sull'impiego illegale di minori. Ma dall'inizio del 2026 la spinta riformatrice si è quasi azzerata, lasciando spazio alla controffensiva delle lobby industriali che puntano a deregolamentare il settore.
La crisi nei numeri
“Nell'anno fiscale 2025 - segnala l’Epi -, sono stati scoperti più casi di violazione delle norme federali sul lavoro minorile rispetto a qualsiasi altro anno dalla Grande Recessione, e le violazioni legate a mansioni pericolose sono tornate a crescere dopo il calo dell'anno precedente”. Un dato allarmante riguarda il tasso di mortalità tra i giovani lavoratori, che è “quasi raddoppiato tra il 2020 e il 2024, e nell'ultimo anno almeno un minore ha perso la vita sul posto di lavoro”.
L'indebolimento dei controlli federali
Prosegue l’approfondimento: “L'applicazione delle norme federali sul lavoro minorile sembra aver subito un forte rallentamento sotto l'amministrazione Trump, che ha proposto di indebolire gli standard vigenti. Da quando Trump si è insediato nel gennaio 2025, la Wage and Hour Division (Whd) del Dipartimento del Lavoro degli Stati Uniti ha pubblicato comunicati stampa relativi a soli tre interventi sanzionatori sul lavoro minorile. Nell'ultimo anno dell'amministrazione Biden, la Whd aveva pubblicato comunicati stampa riguardanti 26 casi”.
Quello che sta succedendo - precisa l’Epi - era già annunciato e scritto nel Project 2025, il famigerato programma elettorale di Trump che iniziò a circolare nel 2023. Quel documento ipotizzava appunto di lasciare carta bianca agli Stati per bypassare gli standard federali minimi.
La mappa della deregolamentazione statale
Nel corso di quest'anno (dati aggiornati a giugno 2026) almeno 13 Stati hanno introdotto disegni di legge che indeboliscono le tutele sul lavoro minorile, e quattro li hanno convertiti in legge. Solo tre Stati hanno presentato proposte per rafforzare gli standard nel 2026, mentre nel 2025 furono 15.
Questa offensiva legislativa si muove lungo quattro direttrici: l'abbassamento dei salari minimi per i lavoratori adolescenti; la strumentalizzazione degli "apprendistati giovanili"; l'eliminazione dei permessi di lavoro per i minori; l'indebolimento delle tutele per gli adolescenti impiegati nei servizi di assistenza all'infanzia.
Il Nebraska, ad esempio, ha approvato l'introduzione di una paga minima inferiore per i giovani (13,50 dollari l'ora per i ragazzi di 14-15 anni, rispetto ai 15 dollari del salario minimo ordinario). Proposte simili sono sul tavolo in Florida, Massachusetts e Missouri.
Usando lo schermo della formazione professionale, stanno passando deroghe per consentire ai ragazzi di svolgere lavori considerati pericolosi. Il West Virginia, ad esempio, ha rimosso i divieti sull'impiego di minori in attività ad alto rischio all'interno dei programmi di apprendistato. Un’altra strada è semplificare le assunzioni cancellando i sistemi di tracciamento e il consenso genitoriale. Sta succedendo in Indiana, che ha eliminato il sistema di documentazione per l’impiego giovanile.
L’Oregon non ci sta
In isolata controtendenza va l’Oregon, uno Stato da sempre progressista, che ha deciso di blindare gli attuali standard federali sul lavoro minorile nella propria legislazione.
“Il Fair Labor Standards Act (Flsa) del 1938 - ricorda il dossier dell’Epi - stabilisce le linee guida per gli orari e le mansioni non pericolose per cui i datori di lavoro possono assumere minorenni. Definisce una soglia minima nazionale sopra la quale gli Stati possono adottare e applicare standard propri più severi; laddove le tutele statali sono più deboli, si applica la legge federale”.
L'Oregon ha approvato una legge che inserisce nella normativa statale i limiti di orario previsti dal Flsa a partire dal gennaio 2026: “La nuova normativa protegge gli standard odierni, anche da future possibili riduzioni a livello federale, stabilendo che le norme dell'Oregon sugli orari di lavoro dei minori non potranno essere meno restrittive rispetto agli standard del Flsa vigenti al 1° gennaio 2026, garantendo allo Stato la libertà di implementare limiti ancora più severi in futuro, se necessario. Altri Stati potrebbero proporre leggi simili per blindare gli standard federali all'interno dei codici statali, andando persino oltre la soglia minima nazionale”.
L’iniziativa legislativa dell’Oregon offre una via d’uscita dall’accerchiamento dell’amministrazione Trump e dei peggiori datori di lavoro. Altri Stati seguiranno questa via?






















