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È cominciata la mattina del 28 agosto la settimana di lavoro con la confederazione sindacale coreana KCTU, alla sede centrale del sindacato a Seoul, con l'incontro con il Presidente Yang Kyung-Soo.
Abbiamo discusso con il Presidente della Kctu, che arriva al vertice del sindacato con alle spalle un grande lavoro di sindacalizzazione dei lavoratori precari alla Kia Motors, delle sfide comuni che organizzazioni sorelle come la Cgil e la Kctu si trovano ad affrontare.
Dall'invecchiamento della società (che in Corea significa avere tanti anziani poveri) allo sviluppo dell'economia delle piattaforme, dalle trasformazioni dell'industria (che in Italia significa crisi profonda del settore manifatturiero), allo sfruttamento dei migranti, fino all'emergenza climatica.
Siamo qui in Corea anche perché riteniamo fondamentale il ruolo che la Kctu ha svolto per difendere la democrazia di fronte al tentativo nel 2024 da parte dell'allora presidente Yoon Suk-yeol di imporre la legge marziale.
Le mobilitazioni di cittadini, lavoratori, studenti e donne hanno difeso la Costituzione, portato all'impeachment del presidente e affermato la centralità del sindacato nel panorama sociale e politico del paese. Siamo qui anche perché la Cgil di Bologna ha scelto di investire sulla solidarietà internazionale, sulla cooperazione sindacale, sullo scambio di esperienze diverse, sulla costruzione di nuove generazioni di sindacaliste e sindacalisti che abbiano una visione globale in grado di contrapporre all'internazionale nera la forza del movimento democratico e dei lavoratori.
La delegazione della Cgil di Bologna è composta, oltre che dal Segretario Generale Michele Bulgarelli, da Giacomo Cossu della Fiom, Serena Fulco, referente del Centro Stranieri della Camera del Lavoro, Tina Liquori, Responsabile del Sistema dei Servizi della Camera del Lavoro, Antonella Raspadori, Segretaria Generale dello Spi e da Gaia Stanzani, Segretaria Generale del Nidil.
Non potremo mai ringraziare abbastanza Mikyung Ryu, responsabile internazionale della Kctu, che ci accompagnerà in tutta questa settimana di lavoro e che per due volte è stata nostra ospite alla Festa della Cgil di Bologna.
Durante questa settimana di studio e di lavoro sindacale siamo stati, sabato 29 agosto, a Gwanju, città martire, ma al tempo stesso "città della luce" e città della giustizia. Ci tenevamo molto a visitare Gwanju.
È il 18 maggio 1980: gli studenti dell'Università di Chonnam sfidano la legge marziale e marciano in corteo. La polizia e l'esercito reprimono le manifestazioni e il 21 maggio sparano indiscriminatamente su un enorme corteo di giovani, lavoratori, donne e cittadini. Ma il popolo di Gwanju resiste e per cinque giorni gestisce la città: è "la Comune di Gwanju".
La solidarietà corre veloce: si dona il sangue per i feriti, si cucinano palle di riso ripieno che vengono distribuite ai manifestanti (e diventano uno dei simboli delle giornate di questo "maggio di Corea").
Ma la barbarie della dittatura militare si abbatte sulla città, assediata e isolata da tutto il paese con le linee telefoniche tagliate. All'alba del 27 maggio 1980 i paracadutisti dell'esercito attaccano la sede dell'amministrazione provinciale dove gli studenti del comitato di autogestione avevano deciso di tentare l'ultima difesa. Un altro massacro, vengono uccisi sul posto 14 studenti, poi torture, arresti, condanne. Prima della trasferta avevamo letto "Atti umani" di Han Kang e visto in "A taxi driver" di Jang Hoon.
Ma essere qua con le compagne della Kctu è tutta un'altra cosa. Non si trattengono le lacrime di fronte alle foto e i video dei pestaggi, di quei giovanissimi che difendono la loro città, chiedono la fine della legge marziale, chiedono la democrazia. Ci vengono in mente i nostri partigiani, ci viene in mente Monte Sole. Torniamo verso Seoul.
Di una cosa però siamo più convinti di prima: la Storia non la fanno i generali, i re e i potenti, ma le donne e gli uomini comuni, la fanno i giovani, la fanno i lavoratori, la fanno i popoli.
Il pomeriggio di lunedì 31 agosto l'abbiamo dedicato ai reciproci tentativi di organizzare e contrattare collettivamente per i lavoratori delle piattaforme, i rider, i lavoratori considerati "autonomi" in tanti settori dove le imprese, per aggirare le leggi e abbassare salari e diritti, scelgono di non assumere direttamente i lavoratori.
Ci rendiamo conto che c'è un grande lavoro in corso, da parte della Kctu, per organizzare, sindacalizzare, ottenere il riconoscimento come soggetto di rappresentanza collettiva, e contrattare utilizzando conflitto e vie legali. Come Cgil di Bologna è stata occasione per portare l'esperienza di Nidil, dalle ragioni della sua costituzione nel 1998 fino alle recenti lotte per i diritti dei rider.
Grande attenzione da parte dei compagni coreani è stata sull'esperienza bolognese degli accordi con le istituzioni locali, dalla "Carta dei diritti del lavoro digitale nel contesto urbano", alla "Carta della logistica etica", per arrivare alle ordinanze regionali per interdire il lavoro all'aperto nelle ore più calde e all'accordo per proteggere i lavoratori nell'emergenza climatica firmato dopo gli eventi estremi del 2023 e del 2024.
Ci siamo resi conto che abbiamo contesti normativi diversi (in Corea c'è il salario minimo che viene applicato solo ai lavoratori dipendenti), con numeri simili (popolazione, forza lavoro), ma anche problemi comuni (precarietà diffusa, e tanto, troppo utilizzo di lavoro falsamente autonomo).
Martedi 1 settembre, fuori piove ma attraversiamo il fiume Han di prima mattina per raggiungere gli uffici della Kctu dell'area metropolitana di Seoul. Incontriamo compagne e compagni molto preparati e dirigenti di un'organizzazione che in questa città conta 210.000 iscritti in 16 diverse federazioni, impegnata in vertenze nei posti di lavoro, nel confronto con le amministrazioni locali, nei movimenti sociali.
Fin dalle prime parole capiamo che parliamo lo stesso linguaggio. Hanno guardato da lontano ma seguito da vicino il grande sciopero generale del 3 ottobre scorso, per Gaza e contro il genocidio a cui è sottoposto il popolo palestinese.
Discutiamo di servizi sociali, di privatizzazioni, di contrattazione con le amministrazioni pubbliche e dell'importanza di avere sindaci con cui dialogare e fare accordi. Ascoltiamo Udaya Ray, Presidente del Mtu, il duro lavoro di riconoscimento del sindacato che si occupa dei migranti irregolari, dello sfruttamento, delle espulsioni.
Ci confrontiamo portando, con le parole di Serena Fulco, l'esperienza del nostro Centro Stranieri, illustriamo la legge sull'immigrazione in Italia, le modalità di ottenere il permesso di soggiorno per lavoro e dell'importanza per gli stranieri di avere un punto di riferimento nel sindacato.
Il Segretario della Cgil di Bologna, Michele Bulgarelli, racconta poi la vittoria al referendum sulla difesa della Costituzione.
Chiudiamo con quello che è successo a luglio a Bologna. La piazza per chiedere verità e giustizia per Fakir, la giusta decisione del Sindaco Matteo Lepore di convocare la manifestazione, l'odio in rete e sui social. Continuiamo a parlarne a pranzo. Prendiamo l'impegno di rivederci presto, di restare in contatto, perche' avremmo ancora tanto da dirci.
Il pomeriggio del 1 settembre è previsto un seminario sul sindacato dei pensionati. Interviene la Segretaria Generale dello Spi di Bologna, Antonella Raspadori. Qui non esiste ancora un'esperienza simile, ma in questi anni stanno per andare in pensione i compagni e compagne che furono protagonisti, tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90, delle grandi lotte che portarono alla nascita del sindacato indipendente in Corea e alla democratizzazione del Paese. C'è tanta curiosità di sapere cosa fa e come è organizzato un sindacato dei pensionati come lo Spi e anche come si svolge la contrattazione sociale.
Emerge subito una grande differenza tra la condizione dei pensionati in Italia rispetto a quelli coreani : in Corea si va in pensione tra i 55 e i 60 anni, ma le pensioni medie sono così basse tra i 400 e i 500 euro al mese che i pensionati sono costretti a lavorare ben oltre i 70 anni. Infatti in Corea sono i figli che devono aiutare i genitori ad arrivare alla fine del mese!
Mercoledì 2 settembre. Si parte presto. Treno per Busan. Ci aspettano ai cancelli della Leeno Industrial, un'azienda che occupa, nello stabilimento di Busan, 700 lavoratori e che fornisce componenti ai produttori di semiconduttori. Il 30 marzo 2026 i lavoratori decidono di costituire una sezione aziendale del sindacato dei metalmeccanici corani Kmwu.
Di fronte al rifiuto totale da parte dell'impresa di aprire una trattativa in buona fede arrivano i primi scioperi, si coinvolge il Sindaco, i lavoratori arrivano fino al Parlamento coreano per portare le loro testimonianze e le loro rivendicazioni. La Kmwu e i lavoratori bloccano gli straordinari e, dal 22 agosto, parte lo sciopero a oltranza. Siamo rimasti colpiti dalla determinazione mostrata dalle lavoratrici e dai lavoratori, giovani, giovanissimi, che solo pochi mesi fa hanno deciso di organizzarsi collettivamente.
E ci siamo anche preoccupati quando, entrati nella tenda del presidio permanente allestito davanti all'ingresso dello stabilimento, abbiamo portato la nostra solidarietà ad uno dei tre dirigenti sindacali che, da 21 giorni in sciopero della fame, si trova oggi in precarie condizioni di salute. Abbiamo ascoltato i racconti dei dirigenti sindacali di fabbrica e anche del Presidente della Kmwu della regione di Busan.
Abbiamo portato le nostre esperienze, raccontato le nostre lotte, lotte di cui si parla anche in questi giorni sui giornali di Bologna. Ci vengono in mente le tende che per 100 giorni sono state davanti ai cancelli della Saga Coffee, gli scioperi articolati che hanno rappresentato la svolta nelle vertenze della Yoox e, prima, della Fiac compressori, la determinazione delle lavoratrici de La Perla, della Tecnoform, della Marelli di Crevalcore, di Italia Meteo.
Facciamo vedere loro le foto degli striscioni appesi in Sala Borsa. I sindaci con le fasce tricolore dietro lo striscione della Yoox. Ci salutiamo. "Lotteremo fino alla fine". "Vi aspettiamo a Bologna per raccontare la vostra lotta". Questa è la solidarietà. Lasciamo due bandiere al presidio sui cancelli, quella della Fiom e quella della Cgil. Con un pennarello ci abbiamo scritto "La lotta paga. Sempre".
Da Busan ci spostiamo a Ulsan, la grande città dell'industria pesante coreana, dei cantieri navali, ma anche dove è nato il sindacato indipendente coreano con le lotte del 1987. In uno spazio per la formazione di lavoratori e delegati ci accoglie Kim Ho-Gyu, che è stato Presidente della Kmwu dal 2017 al 2021 (due mandati secondo il sistema del sindacato dei metalmeccanici di Corea), operaio della Hyunday Motor oggi in pensione.
Anche Kim si sta impegnando per dare un ruolo più attivo e rivendicativo ai pensionati, considerando che sta andando in pensione in questi anni proprio la generazione protagonista della nascita del sindacato indipendente. Il prossimo anno saranno 40 anni dai grandi scioperi del 1987. Discutiamo a lungo. Ci racconta dei comportamenti antisindacali delle imprese, che sono la norma in Corea. Discutiamo del tentativo della Kmwu di costruire un sindacato industriale, radicato nei posti di lavoro, ma capace di andare oltre i muri delle fabbriche.
Ci sono temi comuni in Italia, in Europa, in Corea che andrebbero affrontati con urgenza e dando parola ai lavoratori e al sindacato: l'emergenza climatica, la transizione, i cambiamenti tecnologici nell'industria. Si fa tardi ma abbiamo ancora tanto da dirci. Lo sfruttamento dei lavoratori migranti nei cantieri navali: appalti, subappalto, lavoro a giornata, precarietà. Come da noi. Abbiamo le stesse priorità.
Ascolta con interesse l'impegno della Cgil alla costituzione dei coordinamenti sindacali di sito, per organizzare chi è occupato negli appalti, nelle mense, la security, pulizie, la logistica. Un grande compagno, ma dobbiamo proprio riprendere il treno per Seoul. Si è fatta sera. Perdiamo il treno. Prenderemo quello successivo. Non sappiamo come ringraziare a sufficienza Mikyung Ryu che anche oggi ha pazientemente tradotto tutti i dialoghi, grazie a Jang Seokwon, policy director della Kmwu, che ha organizzato questo incontro.
È notte quando arriviamo a Seoul, domani sarà l'ultimo giorno in Corea: al mattino la Fiom di Bologna e la Kmwu si confronteranno sui modelli contrattuali e i risultati dei recenti accordi raggiunti in Italia e in Corea. Nel nostro ultimo giorno in Corea abbiamo nuovamente incontrato Jang Seokwon insieme ad una delegazione della Kmwu, sindacato nazionale coreano dei metalmeccanici, per un confronto sulle trasformazioni dell’industria e le strategie contrattuali.
Le imprese seguono le medesime strategie attraverso i confini nazionali: esternalizzazioni e decentramento per dividere i lavoratori, aziendalismo per frenare il conflitto sindacale, rifiuto della contrattazione nazionale per tenere bassi i salari e limitare i diritti. La discussione di questa giornata ha approfondito lo scambio di analisi e pratiche contrattuali, i metodi di partecipazione democratica dei lavoratori.
In Italia difendiamo il Contratto nazionale, previsto dalla Costituzione nata dalla Resistenza; le compagne e i compagni coreani hanno una democrazia più giovane e lottano per ottenere il primo contratto nazionale dei metalmeccanici, nonostante la strenua opposizione delle imprese alla solidarietà tra lavoratori di diverse aziende. La Fiom di Bologna ha cercato di capire le lotte dei metalmeccanici coreani e di trasmettere le nostre buone pratiche e le nostre difficoltà, come parte del suo impegno per la coalizione internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici. Solo l’unione delle lotte oltre i confini nazionali può sfidare lo sfruttamento comune a tutti i Paesi.
Grazie compagne e compagni della Kctu, di tutte le federazioni che abbiamo incontrato, grazie a tutte e tutti. Riportiamo tutto a casa. Vi aspettiamo a Bologna, città dei lavoratori e del sindacato, città che lotta, sempre. Un grande abbraccio. Viva la solidarietà internazionale. Viva la Cgil e viva la Kctu!
Michele Bulgarelli, Giacomo Cossu, Serena Fulco, Tina Liquori, Antonella Raspadori, Gaia Stanzani




























