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Eurobond, il sindacato tedesco dice sì

Eurobond, il sindacato tedesco dice sì
Foto: Maurizio Minnucci
Organizzazione Internazionale del Lavoro
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Delusione nei confronti della Commissione Europea per la mancata immediata adozione di provvedimenti economici concreti di solidarietà e l'utilizzo delle risorse disponibili del Salva Stati

Nella mattinata di mercoledì 1 aprile si è svolta una video conferenza organizzata da Michel Vassiliadis, Presidente di IG BCE – il Sindacato tedesco dei lavoratori dell'industria Estrattiva, Chimica Energia – (ma anche Presidente di IndustriAll Europe) tra una delegazione della stessa IG-BCE e le delegazioni delle organizzazioni sindacali italiane che aderiscono a IndustriAll Europe. Alla video conferenza ha partecipato anche il Segretario generale di IndustriAll Europe, Luc Triangle. La Filctem è stata rappresentata dal Segretario generale Marco Falcinelli e dal responsabile Internazionale Lillo Oceano che ha dettagliato l'incontro in un comunicato qui di seguito.

Aprendo la riunione, Vassiliadis ha voluto esprimere la sua solidarietà personale, e quella della sua organizzazione, al sindacato ed ai lavoratori italiani per le difficoltà e la durezza con cui la pandemia da Covid19 sta colpendo il nostro Paese. Ma oltre la solidarietà, l'esponente sindacale tedesco ha chiesto alle organizzazioni italiane di indicare quali atti concreti di sostegno del sindacato tedesco in solidarietà con i lavoratori italiani possono essere più efficaci. Vassiliadis ha- inoltre - voluto condividere con le organizzazioni sindacali italiane alcune considerazioni politiche su come affrontare la crisi in ambito europeo, aggiungendo di essere stato particolarmente colpito dall'intervista/appello del Premier italiano Conte al canale televisivo tedesco ARD.

Le organizzazioni sindacali italiane hanno chiesto al Presidente dell'IG BCE di adoperarsi per sollecitare il sostegno e la fornitura all'Italia di materiale, presidi, DPI necessari all'attività delle strutture ospedaliere per affrontare la fase acuta della crisi. Altra richiesta formulata, in relazione alle difficoltà determinate dalla sospensione delle attività produttive, è stata quella di aiutare le imprese italiane che riforniscono le filiere delle imprese tedesche, chiedendo che non vengano applicate multe per i ritardi nelle forniture e che vengano mantenuti i contratti di fornitura in essere con le imprese italiane.

Sul piano politico il segretario generale Marco Falcinelli ha sottolineato come questa crisi colpisca tutti i paesi e avrà conseguenze che incideranno profondamente sui modelli produttivi, modificherà la globalizzazione, inciderà in modo significativo sulle filiere produttive e commerciali. Le conseguenze – ha concluso Falcinelli - saranno rilevanti e nessuno può pensare di affrontarle da solo. Saranno necessarie, sia in questa fase di sospensione che in quella di ripresa, solidarietà, condivisione, unità tra i Paesi europei, concretizzando misure comuni per sostenere l'occupazione e il reddito dei lavoratori, il sostegno alle imprese, implementando il sistema di welfare, impedendo speculazioni finanziarie sulle difficoltà dei singoli Stati, contrastando operazioni di cannibalismo tra imprese europee. Nel corso della discussione altri interventi hanno sottolineato come senza una risposta corale europea alle difficoltà delle persone, ci sarà una ulteriore crescita delle spinte nazionalistiche.

Nel suo intervento Luc Triangle – segretario generale di IndustriAll Europe – nell'esprimere vicinanza al sindacato e ai lavoratori italiani, ha affermato - a proposito dei diversi atteggiamenti tra i governi - "O agiamo tutti con solidarietà subito, o lo spirito europeo sarà distrutto per sempre". Triangle ha illustrato le iniziative assunte dalla Federazione e una posizione netta nei confronti della Commissione e del Consiglio europeo di forte richiesta di emissione degli Eurobond per affrontare questa crisi. Il leader del sindacato europeo ha affermato che siamo in presenza di una situazione inedita e serve una strategia nuova e aggressiva, imparando dagli errori fatti in precedenza, non ricorrendo a ricette analoghe a quelle utilizzate per la crisi economica del 2008, rilanciando il mercato unico europeo e ripensando le filiere, ad esempio quella farmaceutica, visto che in meno di 30 anni da produttori all'80-90% dei principi attivi, siamo diventati importatori dipendenti per l'80- 90% del nostro fabbisogno.

Concludendo la riunione, Vassiliadis – anche come portavoce di tutti i sindacati tedeschi dell'industria – ha tenuto a esprimere la convinta posizione di sostegno dei sindacati tedeschi – insieme a tutta IAE, ai sindacati italiani e spagnoli, alla richiesta di emissione di EUROBOND. In questo senso ha annunciato l'invio alla Commissione di una lettera con l'espressione di delusione e preoccupazione per la mancata immediata adozione di provvedimenti economici concreti di solidarietà come Eurobond e l'utilizzo delle risorse disponibili del Salva stati. Vassiliadis, rispondendo alle richieste dei sindacati italiani, ha annunciato l'intenzione di lanciare un appello alla solidarietà nella distribuzione dei presidi indispensabili per affrontare la crisi sanitaria, anche con la finalità di evitare fenomeni di accaparramento da parte di chi ha maggiori risorse. Il Presidente del IG-BCE ha anche annunciato l'intenzione di chiedere alle aziende in cui il sindacato è presente nei comitati di sorveglianza, di agevolare le aziende italiane fornitrici in difficoltà nell'adempimento dei contratti. Sul piano politico Vassiliadis ha espresso la ferma convinzione che sia necessario definire e concordare a livello europeo le politiche industriali attraverso un'azione condivisa e solidale del movimento sindacale, del sistema industriale e dei governi. In tal senso ritiene utile avviare una campagna che evidenzi, oltre le convenienze economiche, il significato valoriale ed emozionale della solidarietà tra i popoli europei. La riunione si è conclusa con l'impegno ad organizzare altre occasioni di confronto.
 
Resoconto videoconferenza tra il Presidente di IG BCE e di IAE Michael Vassiliadis e le organizzazioni sindacali italiane affiliate a IndustriAll Europe