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Lo Spi Cgil si è mobilitato in Puglia dal 25 al 28 novembre per evitare che la protesta si sovrapponesse alla chiusura della campagna elettorale per le regionali. Una sessantina gli appuntamenti nelle sei province con assemblee pubbliche, spettacoli teatrali contro le truffe agli anziani, volantinaggi nei mercati rionali, davanti a ospedali e Cup a sostegno e in preparazione dello sciopero generale nazionale del 12 dicembre della Cgil che deve vedere gli anziani impegnati a dare il massimo.
Tassiello, Spi Cgil Puglia: “La manovra riduce la spesa sociale”
“La legge di bilancio riduce la spesa sociale e non rende quello che i pensionati perdono in termini di potere d’acquisto – afferma il segretario generale dello Spi Puglia, Michele Tassiello –. Il governo con una mano dà con l’altra toglie. Per ogni euro di rivalutazione nelle tasche del pensionato restano al massimo 75 centesimi. Siamo sempre noi la categoria che in Italia paga più tasse in relazione al reddito”.
“Il 60% dei pensionati non raggiunge gli 800 euro al mese”
Per il sindacato rimangono aperte molte sfide. È indispensabile continuare a lavorare per un sistema pensionistico più equo, capace di rispondere alle esigenze reali di chi ha dedicato la propria vita al lavoro e ora vive una fase delicata. “Serve un’attenzione particolare alle pensioni con gli importi più bassi – prosegue Tassiello –. In Puglia il trattamento degli ex dipendenti del settore privato ammonta in media a 1160 euro lordi. Il 60% dei pensionati non raggiunge gli 800 euro al mese. Ci battiamo per l’aumento e l’estensione della quattordicesima; per tempi più brevi nella liquidazione delle pensioni dei lavoratori pubblici. Per ristabilire l’accesso delle donne alla pensione anticipata; per il finanziamento della legge sulla non autosufficienza. La sperimentazione dell’indennità di accompagnamento del 2024 è stata pura propaganda. Ne hanno beneficiato solo in duemila in tutta Italia. La sanità pubblica e universalistica è in sofferenza. Nella nostra regione il 10,9% delle famiglie (424 mila cittadini, fonte Gimbe) ha rinunciato a curarsi. Serve la seria volontà di superare la grave inefficienza delle liste d’attesa”.























