Se vince il No ti rubano il cane.

Se vince il No ti rigano la macchina.

Se vince il No il giudice cattivo esce dal tribunale e ti occupa il salotto.

Tranquilli. Non è una puntata di Stranger Things. È la campagna elettorale sul referendum.

Negli ultimi giorni gira di tutto.

Pedofili liberati, criminali scatenati, giudici vendicativi che ti aspettano sotto casa come nei film di Tarantino.

La realtà è molto meno hollywoodiana e molto più costituzionale.

Il referendum del 22 e 23 marzo non decide se i delinquenti vanno in vacanza.

Decide come si organizza il potere giudiziario in Italia.

Tre Csm invece di uno.

Un’Alta corte disciplinare.

Un sistema di sorteggi che sembra una tombolata di Natale,

solo che qui in palio non c’è il panettone ma l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Quindi calma.

Il cane resta dov’è.

La macchina è parcheggiata senza graffi

La democrazia invece conviene tenerla d’occhio.

Perché quella sì, quando la cambi, non sempre torna come prima.

Perciò il 22 e 23 marzo fate una cosa molto semplice e molto fastidiosa per chi urla alle catastrofi.

Andate a votare.

E per lasciare la catastrofe alla propaganda.

Votate No