Tra gli effetti collaterali della pandemia ci sono l’accentuazione della precarizzazione del lavoro e del senso di insicurezza di cittadini e lavoratori, che sono aumentati nonostante le misure anti-crisi. Il lavoro ha pagato un tributo altissimo. In questo contesto il sistema dei fondi pensione negoziali ha dato un buon esempio di resilienza, sia durante la chiusura pandemica, sia nel corso dei mesi successivi per una serie di motivi: non c’è stata flessione dei versamenti, non c’è stata la corsa alle anticipazioni o ai riscatti e infine il rapporto tra le imprese, gli iscritti e i Fondi pensioni negoziali ha funzionato grazie soprattutto alle nuove tecnologie.

Nonostante la crisi, i rendimenti dei fondi pensione negoziali sono stati in media positivi, facendo registrare un +3,1 per cento nel 2020. Considerando i rendimenti su un orizzonte temporale di lungo periodo, da inizio 2011 a fine settembre 2021, il rendimento medio annuo composto è stato pari al 3,7 per cento. Nello stesso periodo, la rivalutazione del Tfr, indennità di fine rapporto, è risultata pari all’1,9 per cento annuo. Infine nei nove mesi del 2021, rispetto al corrispondente periodo del 2020 i flussi contributivi dei fondi pensione negoziali sono aumentati del 6,2 per cento. 

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Oltre ai risultati finanziari positivi ora il sistema della previdenza complementare deve affrontare la nuova sfida degli investimenti responsabili. I fondi pensione negoziali, nel quadro delle politiche ambientali e di transizione promosse dalle fonti istitutive (organizzazioni sindacali e associazioni datoriali) devono cioè assumere politiche di sostenibilità coerenti con gli obiettivi delle parti sociali e devono rafforzare l’impegno Esg (Environmental, Social and Governance, i tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento). Ciò, tra l’altro, è agevolato dal mutato contesto giuridico che favorisce l’integrazione di temi ambientali e sociali nelle politiche di investimento (Pri, Shrd 2). e l’approccio da investitori di lungo periodo e la valorizzazione della valenza sociale degli investimenti propria di un fondo pensione frutto dalla contrattazione collettiva può produrre ritorni positivi sulla performance Esg delle imprese, soprattutto sulle strategie ambientali e determinare una influenza sui comportamenti delle imprese attraverso l’attività di l’engagement (dialogo e esercizio dei diritti di voto).

Per gestire correttamente l’esercizio del diritto di voto nelle aziende presenti nel portfolio del fondo, AssoFondiPensione ha promosso diverse attività per supportare i fondi pensione associati nel processo di definizione ed attuazione delle politiche di impegno e di voto previste dalla direttiva Shareholder Rights. Tra queste vogliamo ricordare in particolare la formazione (come sviluppare una cultura dell'azionariato attivo), l’elaborazione del documento Assofondipensione/Mefop: “Considerazioni sul principio del comply or explain” che analizza il principio del comply or explain con l’obiettivo di supportare le scelte dei fondi pensione, con riferimento alle previsioni della direttiva Shareholder rights II. Si lavora poi sulla ricerca delle politiche di impegno adottate dai fondi pensione negoziali e su un manuale operativo in tema di politica di impegno.

Un altro progetto importante che riguarda AssoFondiPensione è quello che è stato promosso con la Cdp (Cassa depositi e prestiti)  il Progetto Economia Reale e nell’investimento nei fondi di debito e di equity selezionati dal Fondo italiano di Investimento per il finanziamento e/o l’investimento in aziende italiane operanti in Italia e con  ciclo produttivo interamente sul territorio nazionale, con un fatturato superiore ai 500 milioni di euro, e con un progetto industriale caratterizzato dalla crescita occupazionale e in assenza di procedure di ristrutturazione o processi concorsuali. Particolare attenzione è stato dedicato al tema della Responsabile sociale, alla valorizzazione dei processi produttivi di sostenibilità ambientale coerenti con i principi Sri e all’erogazione di trattamenti non inferiori a quelli previsti dai contratti collettivi, sottoscritti dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale e il rispetto delle norme in materie di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Investire nel Progetto economia reale di Cdp/Afp  significa per i fondi pensione negoziali una serie di cose: diversificare il rischio, realizzare rendimenti adeguati alla finalità previdenziale dell’investimento, dare sostegno dell’impresa e ai lavoratori, promozione della buona e qualificata occupazione. Il progetto economia reale è, inoltre, il tentativo concreto di utilizzare le risorse del risparmio previdenziale dei lavoratori, nel contesto più ampio del processo di rafforzamento del partenariato pubblico privato, per fare avanzare processi concreti di democrazia economica. Per queste motivazioni AssoFondiPensione ritiene necessario avanzare la richiesta di una misura di sgravio fiscale a sostegno del progetto.

Rimane poi tutta aperta la questione delle adesioni. Occorre un impegno straordinario dell’Associazione nella direzione non della semplice promozione delle adesioni ma nell’inclusione nel sistema della previdenza complementare di larghe fasce di lavoratori. Per questo motivo Assofondipensione sta lavorando al Progetto promozione delle adesioni che prevede la sottoscrizione di una convenzione tra i fondi pensione  e i patronati del raggruppamento del Cepa, la realizzazione nelle sedi sindacali di un apposito sportello, la realizzazione di una rete informatica dedicata alle adesioni e alle verifiche delle posizioni in essere, una campagna informativa sul territorio.

Inoltre per le parti sociali è importante che nella trattativa per la riforma della previdenza pubblica trovi spazio il tema del rilancio della previdenza complementare, con particolare riferimento ai seguenti ai temi del semestre del silenzio-assenso e all'istituzione di una norma che tuteli i lavoratori che vogliono aderire alla previdenza complementare, soprattutto dipendenti nelle aziende non sindacalizzate, dall'atteggiamento ostativo e miope dei datori di lavoro. 

Salvatore Casabona è il segretario di Assofondipensione, l’associazione nazionale che raccoglie tutti i Fondi pensione negoziali ed è responsabile della previdenza complementare della Cgil nazionale