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Il trasporto pubblico nelle Marche deve diventare un’alternativa concreta all’automobile, con tariffe accessibili, orari coordinati e collegamenti adeguati alle esigenze di chi lavora, studia e deve raggiungere i servizi sanitari. È la richiesta della Filt Cgil Marche, che sollecita la Regione e le istituzioni competenti ad aprire un confronto per definire un Piano integrato della mobilità, con risorse certe, obiettivi verificabili e tempi di attuazione trasparenti.
Per il sindacato, in una fase in cui il costo della vita pesa sempre di più sui bilanci familiari, autobus e treni devono essere considerati servizi essenziali e strumenti di sostegno al reddito. Invitare le persone a utilizzare meno l’auto non basta: occorre garantire un’alternativa conveniente, affidabile e accessibile, anche nei territori interni e montani.
Abbonamenti agevolati e incentivi
Tra le priorità indicate dalla Filt Cgil ci sono il rafforzamento delle agevolazioni tariffarie per studenti e pensionati, con particolare attenzione alle persone con redditi più bassi, e l’introduzione di incentivi economici per chi sceglie il trasporto pubblico. Il sindacato propone di valutare contributi per gli abbonamenti, titoli di viaggio integrati tra autobus e ferrovia e accordi con le aziende per sostenere gli spostamenti casa-lavoro.
L’obiettivo è ridurre le spese di famiglie e lavoratori, favorendo allo stesso tempo una mobilità meno inquinante e una diminuzione della congestione stradale. Per rendere effettive queste misure, sottolinea la Filt, bisogna individuare risorse adeguate e criteri trasparenti.
Autobus e treni, un sistema integrato
Un altro nodo è il coordinamento tra trasporto pubblico locale, servizi extraurbani e ferrovia regionale. Servono orari programmati in modo unitario, coincidenze affidabili e biglietti integrati, per consentire gli spostamenti tra comuni e province senza attese eccessive o costi sproporzionati.
La programmazione deve tenere conto anche di chi lavora su turni, entra in servizio nelle prime ore del mattino o termina la sera, quando le corse possono essere insufficienti. La Filt Cgil chiede un confronto tra Regione, enti locali, aziende del trasporto pubblico, Trenitalia, soggetti competenti per le infrastrutture ferroviarie e organizzazioni sindacali.
Collegamenti con ospedali, aeroporto e luoghi di lavoro
Tra le priorità figurano il collegamento ferroviario con l’aeroporto delle Marche, a Falconara Marittima, da coordinare con gli orari dei voli, e l’accessibilità dell’ospedale regionale di Torrette. Per la struttura sanitaria anconetana occorrono collegamenti efficienti con le stazioni, corse compatibili con gli orari delle visite e dei turni del personale e percorsi accessibili per pazienti e accompagnatori.
Il sindacato chiede inoltre di potenziare i collegamenti con le aree industriali, commerciali e logistiche, dai distretti produttivi del Fermano, del Maceratese e del Pesarese alla Valle del Tronto, dalla Vallesina alla Baraccola di Ancona. Per farlo, propone di rilevare gli orari di ingresso e uscita delle aziende, i cambi turno e la provenienza dei lavoratori, così da organizzare corse adeguate e coincidenze con i treni.
La strategia comprende anche parcheggi scambiatori nei principali punti di accesso ai centri urbani, collegati con autobus frequenti, e interventi per migliorare la velocità e la puntualità del servizio, attraverso corsie preferenziali e priorità semaforica nei contesti più congestionati.
Investimenti e qualità del lavoro
Il potenziamento dei servizi richiede risorse, mezzi affidabili e personale adeguato. Per la Filt Cgil, l’aumento delle frequenze e l’estensione degli orari devono accompagnarsi a una programmazione sostenibile e al coinvolgimento delle organizzazioni sindacali. La qualità del trasporto pubblico, sottolinea il sindacato, è strettamente legata alle condizioni di chi ogni giorno garantisce il servizio.
La richiesta alla Regione è quindi quella di aprire un confronto per costruire un piano che integri servizi, tariffe e infrastrutture, rafforzando i collegamenti anche nelle aree interne, montane e nei territori colpiti dal terremoto.
“Il trasporto pubblico non può essere l’ultima alternativa per chi non può permettersi un’automobile, ma deve diventare una scelta conveniente, efficiente e accessibile per tutti”, afferma la Filt Cgil Marche.






















