Il 20 ottobre Invitalia ha aggiudicato la gara d’appalto per la costruzione del Cpr a Castel Volturno. Sabato 24 ottobre, quattro giorni dopo, in 20 mila sono scesi in strada proprio a Castel Volturno, rispondendo all’appello lanciato dal comitato campano No Cpr per una manifestazione nazionale sotto lo slogan “No Cpr né a Castel Volturno né altrove”. Dal Centro Fernandes della Caritas, lungo la Domitiana, che per i tanti migranti che da anni vivono in quel territorio rappresenta una “casa” e una “seconda casa”, fino al Municipio della città il cui consiglio comunale è stato sciolto il 24 luglio scorso.
Un lungo serpentone umano che ha percorso i cinque chilometri di corteo raccontando le ragioni della contrarietà alla politica securitaria di questo governo, che vuole risolvere il problema delle migrazioni reprimendo e rinchiudendo, non investendo in welfare, servizi, istruzioni, sostegno sociale e occupazionale. Fianco a fianco hanno sfilato vescovi, parroci, scout, associazioni e movimenti, da Libera ai movimenti migranti di Napoli e Caserta, le Acli, l’Arci: nonostante il blocco degli autotrasporti, che aveva messo in ginocchio i rifornimenti di carburanti in Campania e in altre regioni del Mezzogiorno, tanti bus sono confluiti a Castel Volturno per costruire la marea umana del “popolo no Cpr”.
“Costruire il Cpr a Castel Volturno – ha detto il Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, che ha partecipato alla manifestazione di sabato insieme all’assessore regionale alle Politiche Sociali, Andrea Morniroli – vuol dire non conoscere il territorio, è un danno incredibile. Ricorreremo in tutti i modi, rivolgendoci al giudice civile o amministrativo, e anche facendo resistenza passiva e pacifica tutti insieme. Da qui non ci muoveremo. La Regione è contro il Cpr qui a Castel Volturno, ma anche altrove”.
La Cgil, che fin dal primo momento si è opposta alla decisione del governo e ha aderito alla manifestazione, si è mobilitata compatta con la presenza delle Camere del Lavoro, delle categorie provenienti non solo dalla Campania ma anche dal Lazio, dalla Puglia, dalla Basilicata e dalla Calabria. “Siamo scesi in piazza – ha detto il segretario generale Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci – perché oggi inizia una battaglia fondamentale contro quella che riteniamo essere l’ennesima provocazione di questo governo”.
Per la segretaria Cgil nazionale, Maria Grazia Gabrielli, che ha partecipato alla manifestazione “aprire un centro a Castel Volturno non ha nulla a che vedere con la sicurezza e le tensioni sociali: la vera sicurezza delle città e del Paese nasce dall’integrazione, dall’inclusione, dal lavoro dignitoso e da servizi efficienti per l’intero territorio e per tutte le persone”.






















