Nel primo trimestre di quest’anno, nelle Marche, “per la prima volta abbiamo una cassa integrazione straordinaria autorizzata che concentra la metà delle ore di tutto il Centro Italia” e che “coinvolge circa 3 mila lavoratori”. A parlare è il segretario generale della Cgil Marche, Giuseppe Santarelli, a margine di un incontro promosso dal sindacato sul tema “Tra crisi e rilancio delle nuove politiche industriali nelle Marche”. Al confronto erano presenti, tra gli altri, Antonio Di Franco, segretario generale Fillea Cgil; Michele De Palma, segretario generale Fiom Cgil; Giacomo Bugaro, assessore regionale allo Sviluppo economico.

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L’ultima crisi riguarda lo stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi di cui l’azienda ha annunciato la chiusura. “C'è una concentrazione di ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria, non vuol dire che quelle vengano per forza fatte – spiega il segretario –, ma è indicativo di una situazione di allarme e di crisi nell'industria, soprattutto la meccanica, macchine utensili e mobile soprattutto. La preoccupazione è tanta perché – continua –, quando c’è una cassa straordinaria per crisi di organizzazione, che generalmente dura 12-24 mesi, vuol dire che entro quel periodo, quando quella Cassa arriverà a conclusione, il rischio è che ci saranno centinaia se non migliaia di esuberi”.

“Oggi – l’appello di Santarelli – è il momento di mettere in moto tutte le azioni dal punto di vista istituzionale e industriale per evitare di trovarci di fronte a quello che già abbiamo vissuto negli anni passati. Non siamo contrari alla Zes (la Zona economica speciale allargata a Marche e Umbria) – afferma –, però ci si è fatta una grande battaglia pubblicitaria intorno, ma è una misura per tutti, a prescindere da settori e territorio, non selettiva. Noi vogliamo alzare la capacità produttiva e tecnologica delle nostre aziende, la qualità dell’occupazione – conclude –: dobbiamo fare politiche selettive e scelte. Elettoralmente forse non pagano però quello che ci interessa è mantenere i posti di lavoro, anzi accrescere la capacità di questo territorio di creare lavoro in questi settori che garantiscono stabilità occupazionale, salariale, con i fattori salariali più alti”.