“In questi tempi difficili il movimento sindacale deve impegnarsi affinché l’Europa sia un attore di pace: solo la pace infatti può garantire giustizia sociale, investimenti pubblici, crescita e progresso, mentre continuano a infuriare le guerre e Israele, in particolare, continua a violare il diritto internazionale, reintroducendo la pena di morte e intercettando in acque internazionali la missione umanitaria della Flotilla”. Ad affermarlo il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, intervenendo al Comitato esecutivo del sindacato europeo (Ces/ Etuc) in corso a Bruxelles.

Il leader di Corso d’Italia ha quindi proseguito: “Stiamo vivendo tutte le conseguenze di anni di politiche neoliberiste e la ricetta che oggi propone la Commissione europea sembra, paradossalmente, continuare su questa strada o addirittura peggiorarla”.

Cambiare politiche industriali, energetiche e fiscali

Per Maurizio Landini quindi “servono dei forti cambiamenti: nelle politiche industriali, che non devono essere subordinate al riarmo e alle spese militari. Nelle politiche energetiche, che rappresentano il vero tema della sicurezza europea: bisogna investire sulle fonti rinnovabili per determinare sviluppo e innovazione e raggiungere l’autonomia energetica. Infine, serve un radicale cambiamento nelle politiche fiscali, applicando il principio di progressività per tassare grandi ricchezze, profitti e rendite finanziarie. Non è possibile, infatti, che oggi un pensionato, un lavoratore paghino più tasse di chi gode degli extra profitti, che proprio quel lavoratore ha creato”.

Ora una risposta eccezionale dei lavoratori

In questo quadro internazionale difficile e insicuro, a suo avviso, “dobbiamo prendere atto che tempi eccezionali richiedono al movimento dei lavoratori una risposta eccezionale. Dobbiamo rafforzare la nostra strategia sindacale europea comune, perché solo noi possiamo agire nella società e nei confronti di governi e istituzioni affinché l’Europa torni a essere il luogo della pace, del lavoro e delle relazioni internazionali multilaterali positive, un modello sociale di ispirazione per tutto il mondo. Un’Europa che non solo rifiuti, ma contrasti attivamente il modello di ‘capitalismo criminale’ portato avanti da Trump”.

A giugno in piazza a Dublino e Madrid

“Per tutte queste ragioni - ha concluso Landini - ribadiamo l’importanza dei prossimi appuntamenti di mobilitazione comune a giugno: a Dublino il 15 e 16, per approfondire il ruolo del sindacato nella ricerca della pace e nella diplomazia per fermare i conflitti in corso; e a Madrid il 18, nella grande manifestazione contro l’austerità e la deregulation e per vere politiche europee a favore del lavoro e dell’aumento dei salari”.