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“Non si può rimanere a guardare il concretizzarsi di una catastrofe senza precedenti. Le crisi industriali che stanno investendo l’intero paese hanno proporzioni gigantesche nel nostro territorio, con difficoltà nel garantire la pace sociale come avvenuto tra mille difficoltà sino a oggi”. Inizia così il comunicato unitario firmato dalle segreterie territoriali Fiom, Fsm, Uilm del Sulcis Iglesiente Sardegna-Sud Occidentale
“Ogni singola realtà industriale – continua la nota – peggiora quotidianamente la propria condizione, che inevitabilmente, ricade sulle famiglie, nel territorio. È notizia di questi giorni l’accentuarsi della crisi della Reno srl, azienda di circa 150 dipendenti, già vittima di una crisi che non ha garantito nei mesi scorsi dei pagamenti del welfare e dei fondi pensione, ai quali si sono aggiunti i dubbi sulle future retribuzioni e assicurare le anticipazioni della cassa integrazione, sino alle possibili procedure di licenziamento. Condizione che presto interesserà tutte le aziende operanti nella centrale Enel, in conseguenza delle produzioni di energia limitate a una decina di giorni negli ultimi cinque mesi”.
“Anche nella fabbrica dell’ex Alcoa sono stati ritardati i pagamenti degli stipendi, senza alcuna comunicazione – ricordano i sindacati metalmeccanici –; l’11 maggio è stata firmata la cassa integrazione per SiderAlloys e GMS, il giorno dopo è stato comunicato ai lavoratori che si scusavano, ma non erano in grado di pagare le retribuzioni. Anche in Portovesme srl, la crisi continua ad andare avanti; con la perdita delle produzioni di piombo e zinco, si sono persi due terzi degli occupati e nonostante le difficoltà conseguenti, in stabilimento aumenta la concorrenza tra aziende e lavoratori, come denunciato precedentemente”.
“L’accentuarsi della crisi pone in discussione anche le garanzie date dagli ammortizzatori sociali, preoccupazione già sollevata nei diversi tavoli istituzionali, dove la politica non è in grado di garantire che le risorse messe in campo per la formazione e la riqualificazione possano accompagnare progetti di rilancio utili davvero alla rioccupazione. A fronte di quanto sta avvenendo, Fiom, Fsm e Uilm pretendono chiarezza e una maggiore attenzione da parte della politica regionale e nazionale, affinché si punti a rilanciare realmente le produzioni attraverso il rilancio della filiera di alluminia, e a conoscere il futuro produttivo della Portovesme srl, dopo la rinuncia al piombo e allo zinco. Si proclama lo stato di agitazione, con sciopero dei metalmeccanici del polo industriale di Portovesme per il 20 maggio 2026, con manifestazione a Cagliari, per chiedere alla politica regionale risposte sulla drammaticità del momento prima di puntare al Mimit”.






















