Il sindacato sollecita la Regione Lazio ad accelerare sulla nuova ordinanza anti-caldo per evitare che l’estate si trasformi ancora una volta in una stagione di incidenti e malori nei cantieri, nei campi e nei luoghi di lavoro più esposti.

In una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio Natale Di Cola definisce “importante” la scelta del presidente della Regione Francesco Rocca di accelerare la pubblicazione del provvedimento, ma avverte che servono strumenti più incisivi e strutturali.

“Almeno 4 mila infortuni legati al caldo”

Secondo la Cgil, negli ultimi anni gli infortuni collegati agli effetti delle alte temperature sarebbero stati almeno 4 mila, anche se il dato viene definito “largamente sottostimato”.

Il sindacato sostiene che spesso, durante gli interventi per incidenti sul lavoro, non vengano registrati elementi fondamentali come temperatura e umidità presenti nel luogo dell’infortunio.

Per questo una delle richieste avanzate alla Regione riguarda l’obbligo, per i presìdi di emergenza e per gli operatori che intervengono sui luoghi di lavoro, di rilevare anche le condizioni climatiche al momento dell’incidente.

Dvr aggiornati e tutele anche negli ambienti chiusi

Tra le proposte avanzate dalla Cgil c’è anche l’aggiornamento dei Dvr, i documenti di valutazione dei rischi aziendali, introducendo in modo esplicito il rischio da clima caldo.

Il sindacato chiede inoltre che i medici competenti possano segnalare alle aziende “modalità e precauzioni specifiche”, non solo per chi lavora all’esterno ma anche negli ambienti chiusi, dove le alte temperature possono diventare un fattore di rischio.

“Servono sostegni economici e più risorse”

La Cgil propone anche misure economiche per i lavoratori nei casi di sospensione delle attività dovute al caldo estremo, oltre alla possibilità per le stazioni appaltanti di concedere deroghe ai tempi di esecuzione dei lavori quando vengono fermati i cantieri.

Per Di Cola, però, il problema non può essere affrontato soltanto con ordinanze stagionali. “Davanti all’aumento degli eventi climatici estremi non si può intervenire solo in modo emergenziale”, sostiene il segretario della Cgil Lazio.

Il sindacato chiede infine nuove risorse dentro la legge regionale 11 del 2022 sulla salute e sicurezza sul lavoro, sostenendo che il cambiamento climatico stia trasformando il caldo estremo in un rischio strutturale per migliaia di lavoratrici e lavoratori.