L'accordo raggiunto dalla Regione Umbria con la Commissione Eruopea sulle misure agroambientali per il tabacco “è di fondamentale importanza perché permette al settore di respirare e salvaguarda la produzione e quindi il lavoro”. E' quanto affermano in una nota congiunta Sara Palazzoli, segretaria generale della Flai Cgil Umbria e Loreto Fioretti segretario territoriale della Fai Cisl che sottolineano come l'Umbria sia stata la prima regione italiana a conseguire questo risultato e che la cifra pattuita (999 euro per ettaro) sia nettamente superiore a quanto finora concesso ad altri Paesi (vedi gli 850 euro dati alla Spagna).

“Ma ora – proseguono i sindacati
– si apre la vera sfida e gli imprenditori del tabacco dovranno dimostrare di voler veramente salvaguardare e rilanciare questo settore che dà lavoro nella nostra regione ad oltre 4mila persone”. Flai e Fai dell'Umbria insistono infatti sulla necessità di un cambiamento radicale del settore nel suo complesso: “Non si può pensare di continuare a vivere di soli contributi – affermano ancora Palazzoli e Fioretti - perché nel 2013 si chiude la Pac e il disaccoppiamento sarà totale e poi nel 2014 scadono anche le misure agroambientali appena concordate. Che succederà dopo?”, si chiedono Flai e Fai. E secondo i sindacati tutto dipenderà da ciò che i produttori sapranno mettere in campo nei prossimi mesi e nei prossimi anni.

“Quello che ci preme sottolineare
– concludono Flai e Fai – è che un'eventuale crisi occupazionale in questo settore, di cui purtroppo già quest'anno si sono avvertiti segnali pesanti, con una sensibile riduzione delle ore lavorate, sarebbe un colpo letale per il nostro territorio, già duramente colpito dalla crisi economica generale. Tanto più – osservano ancora i sindacati – che a lavorare in questo settore sono soprattutto donne e migranti, le categorie in assoluto più deboli del mondo del lavoro”.