La Fp Cgil Veneto ha proclamato lo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata afferente alle associazioni datoriali di Aiop e Aris su tutto il territorio nazionale, articolato in cinque giornate, con un presidio a palazzo Ferro Fini (Venezia, via XXII marzo) previsto per il 12 dicembre alle ore 11. “Le lavoratrici e i lavoratori della Sanità Privata del Veneto – si legge in un comunicato della segreteria della Fp Cgil Veneto – sciopereranno il 12 dicembre insieme alle lavoratrici e ai lavoratori di Lazio, Emilia Romagna e Campania per: ribadire la centralità del Servizio Sanitario Nazionale e l’universalità del diritto alla salute attraverso la difesa del contratto nazionale di lavoro anche della sanità privata a fronte del tentativo di parcellizzare i contratti e indebolire i lavoratori sia sul fronte dei diritti che su quello salariale. (Questo è quanto accadrà con l’applicazione del contratto nazionale firmato da Aris, Cisl e Uil lo scorso 5 dicembre per le strutture Rsa e della riabilitazione); difendere e rivendicare il contratto nazionale di lavoro della sanità privata.

Delineare il percorso per un contratto di filiera nel sistema del welfare che contrasti la frammentarietà delle tipologie contrattuali a parità di prestazioni professionali; esigere dalle strutture sanitarie private del Veneto (ad esempio Santa Maria di Padova o Villa Salus di Mestre ) gli arretrati contrattuali, ad oggi non ancora erogati, riferiti al rinnovo del biennio economico 2008-2009, per i quali Aiop in questi anni si è sistematicamente sottratta al confronto con le organizzazioni sindacali; difendere l’occupazione delle lavoratrici e dei lavoratori del settore e migliorare le condizioni di lavoro; fare chiarezza sulla rappresentatività delle associazioni datoriali”.

“Siamo consapevoli della difficoltà che il settore della sanità privata accreditata sta attraversando nel paese e nella nostra regione – prosegue il comunicato –, anche in conseguenza dei tagli intervenuti sui bilanci delle Regioni in seguito ai recenti interventi legislativi in materia di riduzione della spesa sanitaria, con ricadute economiche e di organizzazione del lavoro che le lavoratrici e i lavoratori stanno subendo (dichiarazioni di esubero di personale e difficoltà nel pagamento delle competenze stipendiali ormai da mesi)”. “Per questo – conclude il comunicato – bisogna rafforzare il coinvolgimento delle istituzioni e della Regione Veneto e chiedere anche per la sanità privata l’attuazione di protezioni sociali”.