La Gabetti chiude la rete delle agenzie immobiliari a gestione diretta per riposizionarsi sul mercato con una rete di agenzie in franchising, di cui raddoppierà il numero. Una decisione che comporta il licenziamento complessivo di 500 lavoratori, di cui 300 dipendenti e 200 co.co.pro. A renderlo noto sono le sigle di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, annunciando lo stato agitazione e momenti di lotta che verranno decisi successivamente.

I sindacati spiegano che l'azienda (fra i cui azionisti figura anche la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia) motiva l'operazione con la crisi economica e la conseguente crisi del mercato immobiliare. Ma per le tre sigle si potevano assumere decisioni diverse, “dato che una parte delle agenzie produce ottimi risultati e quella in atto è un’operazione finanziaria volta ad assorbire la forte situazione debitoria dell'azienda”.

Secondo Filcams, Fisascat e Uiltucs, le proposte di riassorbimento di una parte del personale “sono inaccettabili e assolutamente insufficienti: questa è fondamentalmente un’operazione finanziaria e commerciale che, licenziando i lavoratori, permetterà all'azienda di abbattere drasticamente i costi e, attraverso le concessioni in franchising, garantirsi ingenti entrate, grazie anche al raddoppio delle agenzie sul territorio che aggredirà il mercato immobiliare”.