“L’accordo separato sul sistema contrattuale del 22 gennaio costituisce un attacco ai salari e alla democrazia”. A dirlo è il segretario generale della Fiom Cgil, Gianni Rinaldini, parlando dell'intesa di ieri a Palazzo Chigi che la Cgil non ha siglato. “È un attacco ai salari – spiega il leader dei metalmeccanici Cgil – perché il meccanismo previsto per gli aumenti retributivi, definiti nei contratti nazionali di categoria, è concepito in modo tale che tali aumenti non consentano la protezione del potere d’acquisto delle retribuzioni rispetto alla crescita dell’inflazione. In pratica, con questo accordo viene programmata un’ulteriore riduzione delle retribuzioni dei lavoratori dipendenti”. Ed è anche "un attacco alla democrazia – osserva Rinaldini – perché fare un accordo separato sulla struttura stessa del sistema contrattuale, vuol dire aprire la strada agli accordi sindacali realizzati a prescindere dalla volontà dei lavoratori interessati, ovvero a prescindere dalla volontà dei lavoratori le cui condizioni di vita e di lavoro sono determinate da tali accordi”.
Contratti: Rinaldini (Fiom), è attacco a salari e democrazia
23 gennaio 2009 • 00:00





















