Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno scritto alla direzione generale cinema del Mibact sull’evidente difficoltà degli esercizi cinematografici, che se non è ancora definibile come crisi di settore, desta comunque molte preoccupazioni. Per questo, è stata richiesta la convocazione di un tavolo con Anica, Agis, Apt, Anem, Anec e il consiglio superiore del cinema e dell’audiovisivo per affrontare il tema e ipotizzare soluzioni valide.

"Oggi, a un mese di distanza, le cronache si arricchiscono di chiusure di cinema importanti: il caso del Maestoso a Roma, fra tanti, il gruppo Ferrero che va all’asta e i due più grandi gruppi in competizione in Italia, The Space cinema e Uci cinemas, che riducono il personale con licenziamenti su cui si aprono conflitti e vertenze sindacali", affermano i sindacati.
 
"Abbiamo proposto al ministero una prima analisi del fenomeno: dalla produzione sempre più dirottata verso le serie televisive, alle permanenti difficoltà legate ai meccanismi della distribuzione delle opere, complessi e a più riprese giudicati insoddisfacenti e mortificatori, viste le programmazioni delle sale. Nel ribadire che si tratta di inefficienze di filiera, non è possibile attendere che tali inefficienze, ben note e discusse in tutti gli incontri, ricadano sui livelli occupazionali degli esercizi cinematografici", continuano le tre sigle di categoria.

"Insistiamo nel richiedere la convocazione in tempi brevi di un tavolo comune. Inoltre, avvieremo una serie di iniziative a sostegno di tale richiesta, a partire dallo stato di agitazione di tutto il settore degli esercizi cinematografici", concludono i confederali.