Urne aperte oggi dalle 7 alle 23 e domani (lunedì) dalle 7 alle 15 per il referendum confermativo in materia di giustizia voluta dal governo Meloni. Gli elettori sono chiamati a esprimersi su una revisione costituzionale già approvata dal Parlamento, che interviene su sette articoli della Carta.

Al centro del provvedimento c’è la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, una modifica strutturale dell’assetto della magistratura. La riforma prevede inoltre la creazione di due distinti Consigli superiori della magistratura, uno per i giudici e uno per i pm, superando l’attuale organo unitario.

Un altro elemento chiave è l’istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare, composta da 15 membri tra professori universitari, avvocati e magistrati sorteggiati. Questo organismo assumerebbe le competenze disciplinari oggi attribuite al Csm, ridefinendo gli equilibri interni alla magistratura.

Si tratta di un referendum confermativo, quindi senza quorum: sarà valida qualsiasi partecipazione al voto e a decidere sarà la maggioranza dei voti espressi. Se prevarranno i Sì, la riforma sarà promulgata dal presidente della Repubblica e diventerà legge. In caso contrario, con la vittoria dei No, il testo approvato dal Parlamento non entrerà in vigore.

Una scelta che riguarda direttamente l’assetto della giustizia e, più in generale, l’equilibrio dei poteri previsto dalla Costituzione. Come ricordano diverse voci del mondo del lavoro e del diritto, “non è una questione tecnica, ma un passaggio che incide sulla qualità della democrazia”.

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