Sciopero mercoledì 1° aprile delle lavoratrici e dei lavoratori di Telecontact, società del gruppo Tim, recentemente oggetto di Opas da parte di Poste Italiane. La mobilitazione, indetta da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil nazionali, coinvolgerà tutti i siti italiani, con un focus particolare sulla sede di Napoli dove, alle ore 9.30, ci sarà un presidio sotto la sede aziendale (Isola F6 del Centro direzionale) per poi procedere in corteo verso l'assessorato regionale al Lavoro.

Sindacati: “Rischiamo la riduzione dei salari”

“Lo sciopero nasce come risposta drastica a una serie di decisioni unilaterali del management che minano la stabilità e la dignità dei dipendenti”, spiegano i sindacati: “Dallo smantellamento del welfare aziendale alla disdetta unilaterale degli accordi di secondo livello, con il taglio dei ticket mensa e delle tutele sullo smart working. E ancora: il declassamento contrattuale e l'applicazione della sezione Crm/Bpo del ccnl Telecomunicazioni, che di fatto peggiora le condizioni normative e salariali”.

A preoccupare è soprattutto l'incertezza societaria alimentata dal clima d’instabilità generato dai tentativi di cessione e dall'operazione legata a Poste Italiane. “Le decisioni aziendali - scrivono Slc, Fistel e Uilcom - colpiscono duramente 1.600 unità lavorative, di cui 300 nella sede di Napoli, aggravando le condizioni di una platea caratterizzata da un'alta percentuale di donne e contratti part-time”.

Il rischio concreto, denunciano le tre sigle, è quello di “un progressivo impoverimento del salario e di una crescente precarizzazione del lavoro in un settore già sotto pressione. Non possiamo accettare che il rilancio dell'azienda passi per il sacrificio dei diritti acquisiti e la riduzione dei salari”.