“Fondi esauriti, stipendi a rischio, impianti in pericolo. Pronti a ogni forma di mobilitazione”. È il duro allarme lanciato dalle segreterie territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori Eurallumina dopo l’incontro del 13 maggio nella sede aziendale di Portovesme.

Secondo le organizzazioni sindacali, “il quadro emerso è di una gravità che non consente più silenzi né ulteriori rinvii istituzionali”. La vertenza Eurallumina, affermano nella nota, “rischia seriamente di arrivare a un punto di non ritorno”.

“Liquidità sufficiente solo per gli stipendi di maggio”

Le organizzazioni sindacali spiegano come la società abbia dichiarato di disporre di liquidità sufficiente esclusivamente per il pagamento degli stipendi di maggio”, previsti per il 27 del mese corrente. “Non risultano disponibili risorse per far fronte agli ulteriori impegni di pagamento”, sottolineano i sindacati, indicando tra i rischi contributi previdenziali, fornitori, appalti, utenze e continuità delle attività ambientali e di sicurezza degli impianti.

Nel comunicato viene richiamata in particolare l’attività di estrazione delle acque di falda e il relativo trattamento tramite barriera idraulica, operazioni definite “del tutto inderogabili” e che “non possono subire alcuna interruzione senza generare danni irreversibili per il sito e per il territorio circostante”.

“Giugno si annuncia assolutamente insostenibile”

I tre segretari generali di Filctem, Femca e Uiltec, Emanuele Madeddu, Nino D’Orso e Pierluigi Loi, ricordano che i mesi di gennaio e febbraio 2026 sono stati sostenuti con risorse proprie della società, mentre marzo e aprile sarebbero stati coperti con i residui dei fondi ministeriali 2025, “ora completamente esauriti”. “Ad oggi non risulta stanziata alcuna posta di bilancio specifica nella Legge Finanziaria 2026”, scrivono le organizzazioni sindacali, nonostante le rassicurazioni ricevute nei mesi scorsi sul finanziamento da 9,6 milioni di euro annunciato dal ministero delle Imprese.

“Il mese di giugno si annuncia assolutamente insostenibile”, affermano i sindacati. Oltre alla gestione ordinaria, spiegano, peseranno anche “i ratei delle quattordicesime mensilità e i rimborsi 730 che la società dovrà anticipare ai lavoratori”. Nel documento si avverte inoltre che eventuali azioni legali dei creditori “anche per importi limitati” potrebbero provocare “una crisi formale irreversibile, vanificando ogni prospettiva di rilancio produttivo”.

“Un paradosso inaccettabile”

I delegati sindacali aziendali di Filctem, Femca e Uiltec, Enrico Pulisci, Simone Zucca e Davide Boi,  definiscono “un paradosso che non siamo disposti ad accettare” la realizzazione della bretella della dorsale del gasdotto Snam verso il Sulcis mentre “l’unico impianto che ne giustificherebbe appieno l’utilizzo collassi per assenza di fondi”. “Scongelamento degli asset e infrastruttura gas devono procedere in parallelo”, ribadiscono Filctem, Femca e Uiltec, chiedendo “una road map coordinata e trasparente”.

Nel comunicato viene evidenziato anche il rischio che i grandi gruppi multinazionali del settore alluminio spostino altrove investimenti e forniture di materie prime, facendo perdere a Eurallumina “ogni chance di rilancio”.

“Non si possono ignorare 186 famiglie”

Con una lettera inviata il 14 maggio ai ministri Adolfo Urso e Maria Elvira Calderone, i sindacati hanno chiesto un incontro urgente sulla vertenza. Chiedono “la reale attivazione e consistenza dei fondi 2026”, la conferma delle risorse necessarie “alla continuità operativa dello stabilimento” e un aggiornamento sul dossier relativo al congelamento degli asset collegati a Rusal.

L’ipotesi di affrontare l’11 giugno tre vertenze diverse in un’unica seduta, sottolineano, “non pare un buon viatico per la risoluzione”.

Mobilitazione pronta

“Abbiamo atteso per mesi. Abbiamo incontrato il management, l’Agenzia del Demanio, il Commissario straordinario. Abbiamo prodotto dossier, inviato lettere, partecipato a tavoli”, scrivono Filctem, Femca e Uiltec. Di fronte a quella che definiscono “inerzia del Governo nazionale”, le organizzazioni sindacali annunciano che “si riservano di attivare ogni forma di mobilitazione adeguata – incluse tutte le forme di presidio e protesta ritenute più efficaci”.

Nel mirino c’è il rischio di perdere “186 lavoratori diretti di Eurallumina, le famiglie dell’indotto e l’intera comunità del Sulcis-Iglesiente”. “Non permetteremo - concludono i sindacati - che un impianto strategico per la filiera nazionale dell’alluminio, custodito dallo Stato a spese pubbliche, venga lasciato collassare per incapacità o disinteresse politico”.