PHOTO
Non ci possono essere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B quando si parla di ricostruzione e continuità amministrativa nei territori colpiti dagli eventi sismici del 2016. È questa la posizione netta espressa dal segretario generale della Fp Cgil Marche, Matteo Pintucci, relativamente alle recenti disposizioni contenute nel Decreto Pa in materia di stabilizzazione del personale precario. L’articolo 19 del provvedimento ha introdotto una misura condivisibile per il consolidamento occupazionale, permettendo la stabilizzazione del personale non dirigenziale a tempo determinato con almeno tre anni di servizio (maturabili fino al 31 dicembre 2026, anche cumulando esperienze in diverse amministrazioni) con risorse a carico di uno specifico Fondo del Mef. Tuttavia, il testo attuale limita l’applicazione di questa norma esclusivamente alle amministrazioni pubbliche che insistono sul cratere del primo sisma 2016.
“La possibilità di stabilizzare chi da anni garantisce il funzionamento della macchina amministrativa e l’avanzamento della ricostruzione è un passaggio fondamentale, ma così com’è concepita la norma crea una disparità inaccettabile – dichiara Matteo Pintucci –. Non possiamo dimenticare gli oltre cento lavoratori precari che operano in tutti gli altri Comuni del cratere, portando avanti quotidianamente con grande professionalità gli stessi identici carichi di lavoro e affrontando le medesime criticità”.
Per superare questa discriminazione territoriale e istituzionale, Fp e Cgil Marche chiedono di intervenire sull’articolo 19 del Decreto Pa al fine di “ampliare la misura di stabilizzazione a beneficio di tutti gli enti territoriali interessati dal sisma, per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire continuità ed efficienza a tutto il processo di ricostruzione”, conclude il segretario generale della Cgil Marche Giuseppe Santarelli.






















