È morto nella tarda serata di ieri, 10 settembre, l’operaio di 34 anni precipitato da una altezza di nove metri mentre era al lavoro in un oleificio di via Foggia, a Barletta. L’uomo, originario di Barletta, era arrivato in condizioni critiche al Pronto soccorso dell’ospedale della città per poi essere trasferito al Bonomo di Andria dove è poi deceduto nel reparto di rianimazione. Secondo quanto emerso dai rilievi dei carabinieri e dei tecnici dello Spesal della Asl Bat, il 34enne era su un cestello accanto alla bocca di un silos quando, per cause da stabilire, è precipitato nel vuoto. Sequestrata l’area.

Flai e Cgil Bat: “La sicurezza non sia un miraggio, servono controlli preventivi”

“La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro – ha dichiarato Dora Lacerenza, segretaria generale della Flai Cgil Bat – devono essere una priorità assoluta e non possono essere subordinate a esigenze diverse. La sciagura riporta ancora una volta la nostra attenzione su un tema molto importante, dove in alcuni casi continuiamo a riscontrare condizioni e organizzazione del lavoro che destano preoccupazione sotto il profilo della prevenzione e della tutela dei lavoratori. Non è accettabile che si debba parlare di sicurezza solo dopo che un lavoratore abbia subito un infortunio mortale. La prevenzione deve avvenire attraverso una formazione adeguata e con le condizioni necessarie per lavorare senza mettere a rischio la propria salute e la propria vita. Chiediamo pertanto che venga fatta piena luce sull’accaduto e che gli organi competenti svolgano tutti gli accertamenti necessari. Non possiamo continuare a considerare gli infortuni sul lavoro come eventi inevitabili, ogni infortunio deve rappresentare un campanello d’allarme e spingerci a intervenire prima che si verifichino nuovi casi”.

“Siamo dell’idea che, banalmente, l’attività di vigilanza sulle condizioni di sicurezza e di prevenzione sugli infortuni nei luoghi di lavoro siano principi di civiltà che non vanno enunciati, ma garantiti. Torniamo, invano e ciclicamente, sull’importanza di controlli preventivi da parte di organi ispettivi che di fatto mancano. Purtroppo, da questa mancanza non riusciamo a riscattarci perché è evidente che non ci sono interventi concreti e incisivi”, ha concluso la segretaria Flai provinciale.

“Di fronte a un giovane operaio che non è più tornato a casa dopo essere uscito per andare a guadagnarsi da vivere non si può stare a guardare”, ha aggiunto Michele Valente, segretario generale della Cgil Bat.