A nove mesi dalla ripresa delle attività nello stabilimento di Scarlino, in provincia di Grosseto, la Filctem Cgil chiede di accelerare il rilancio industriale della Sol.Tiox e di rafforzare l’organico. Il secondo forno ha consentito di raggiungere i volumi produttivi previsti, ma restano da recuperare i ritardi sul fronte delle vendite. Per il sindacato, il prossimo passo è l’attivazione del terzo forno, accompagnata da garanzie per l’occupazione e per i lavoratori dell’indotto.

L'azienda produce biossido di titanio impiegato in vari settori industriali come vernici e rivestimenti, inchiostri, materie plastiche, cosmetici e prodotti farmaceutici.

Dopo Venator, ricostruire la filiera commerciale

La segreteria territoriale della Filctem Cgil di Grosseto, insieme alle altre organizzazioni sindacali di categoria, ha incontrato la direzione aziendale per verificare l’andamento della fase di transizione avviata con il passaggio del sito dal gruppo Venator a Sol.Mar.

Nel corso del confronto, l’azienda ha evidenziato la necessità di ricostruire i settori commerciali e degli approvvigionamenti delle materie prime, dopo l’uscita dal perimetro della multinazionale. Un lavoro che riguarda funzioni essenziali per consolidare l’autonomia dello stabilimento e garantire continuità produttiva.

“Valutiamo positivamente questo cambiamento di rotta – dichiarano Riccardo Tosi e Marco Manetti della Filctem Cgil – perché una filiera decisionale più corta favorisce il radicamento sul territorio e i rapporti con le istituzioni locali”.

I rappresentanti sindacali riconoscono anche la risposta dello stabilimento alla ripartenza, nonostante due anni di inattività, sottolineando il ruolo delle competenze professionali delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il terzo forno e il rafforzamento dell’organico

L’avvio del secondo forno ha permesso di raggiungere volumi produttivi in linea con il budget aziendale e di riprendere progressivamente i rapporti commerciali con clienti italiani ed esteri. Il percorso di recupero, tuttavia, non è ancora completato.

Le vendite procedono con ritardi rispetto alle previsioni iniziali. La direzione aziendale punta a recuperare lo scostamento nel corso del 2027, mentre le tensioni geopolitiche internazionali continuano a pesare sui costi.

Per la Filctem Cgil, questi elementi impongono di mantenere alta l’attenzione sulle prospettive industriali e occupazionali. Il sindacato chiede quindi alla direzione un impegno più incisivo per consolidare la ripresa, procedere con l’attivazione del terzo forno e adeguare un organico che viene giudicato ancora insufficiente rispetto alle necessità produttive.

Ambiente e tutela dell’occupazione

Nel confronto è stato affrontato anche il tema ambientale, con particolare riferimento alla gestione degli stoccaggi e alla riduzione degli scarti. La Filctem Cgil valuta positivamente le soluzioni individuate per superare l’emergenza, tra cui i progetti di lungo periodo legati all’ex cava della Vallina e il recupero degli scarti attraverso la produzione di gesso bianco di qualità.

Il rilancio dello stabilimento di Scarlino dovrà però tradursi anche in maggiore stabilità occupazionale e sociale. Per il sindacato, la ripresa dei volumi produttivi deve procedere insieme alla salvaguardia dei posti di lavoro, sia all’interno della Sol.Tiox sia nell’indotto del polo industriale del Casone.