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Un operaio di 50 anni è morto questa mattina, 4 marzo, a Saonara (Padova) dopo essere caduto da un’altezza di sei metri. L’uomo stava installando alcuni pannelli fotovoltaici in un cantiere edile quando, per ragioni ancora da chiarire, è precipitato a terra. Sul posto sono subito interventi i medici del Suemm 188, i carabinieri di Legnaro e i tecnici dello Spisal.
Cgil Padova: “La legge del profitto e ‘del tempo di lavoro’ continua a prevalere sulla vita umana nell’inerzia delle istituzioni”
La notizia dell’ennesimo incidente mortale avvenuto oggi a Saonara, dove un operaio ‘socio lavoratore’ ha perso la vita precipitando dal tetto di un capannone mentre lavorava alla manutenzione di un impianto fotovoltaico, lascia la Cgil di Padova in uno stato di profonda amarezza e rabbia. “Non è più possibile parlare di fatalità di fronte a una sequenza di eventi che ricalca dinamiche tragicamente note”, dicono Gianluca Badoer, segretario generale della Cgil di Padova, e Marco Galtarossa, segretario confederale con delega alla Sicurezza, esprimendo il cordoglio della Camera del Lavoro alla famiglia della vittima e denunciando con forza “una situazione che appare ormai stabilmente fuori controllo dove nessuno sarà più in grado di restituire le vite perse”.
“I numeri di questo inizio 2026 – dicono i due sindacalisti – delineano un quadro emergenziale: con la tragedia di oggi, il bilancio delle vittime sul lavoro in provincia di Padova sale a quota 3 nei primi due mesi dell’anno, dopo gli incidenti mortali di gennaio a Borgoricco e a Este. A livello regionale, il Veneto conferma un trend drammatico con oltre 15 decessi totali dall’inizio dell’anno, restando stabilmente ai vertici delle classifiche nazionali per mortalità professionale. Questi dati non sono semplici statistiche, ma ferite aperte che colpiscono famiglie e intere comunità, sacrificate sull’altare di una logica del profitto che taglia i costi della prevenzione per accelerare i tempi della produzione”.
“Noi, a tragedia avvenuta, possiamo fare tutte le manifestazioni e i presidi che vogliamo – proseguono Badoer e Galtarossa –, ma siamo i primi a riconoscere che non è così che si può riuscire a incidere radicalmente su un sistema che non mette la sicurezza al primo posto. Ed è chiaro che tutto ciò non fa che aumentare la nostra rabbia e frustrazione. I continui e ripetuti gridi di allarme, rivolti direttamente a governo e Regione, purtroppo continuano a rimanere inascoltati e, nonostante l’implacabile frequenza con cui continuano a verificarsi le morti nei luoghi di lavoro, la verità è che non si sta facendo nulla di concreto per fermare questa strage quotidiana”.
“Ma noi – concludono i due rappresentanti della Cgil di Padova – non ci stancheremo mai di dire che se vogliamo davvero cambiare le cose, serve un totale cambio di marcia che passa attraverso investimenti massicci nei controlli e nella prevenzione, con l'assunzione di nuovi ispettori e sanzioni esemplari per chi viola le norme. Senza un intervento strutturale e una reale volontà politica di contrastare la precarietà e il sistema dei subappalti, la provincia di Padova continuerà a piangere i propri lavoratori in un silenzio istituzionale ormai inaccettabile che permette a chiunque di fare impresa”.



























