PHOTO
La Cgil aderisce alla giornata mondiale di mobilitazione per la democrazia e i diritti sindacali in Bielorussia, rilanciando un appello alla solidarietà internazionale e alla liberazione dei prigionieri politici e sindacali.
“Partecipiamo con convinzione a questa giornata mondiale di mobilitazione per la democrazia e i diritti sindacali in Bielorussia”, afferma il sindacato, denunciando il contesto repressivo che colpisce il movimento dei lavoratori sotto il governo di Alexander Lukashenko.
Una battaglia di libertà
Secondo la Cgil, “sotto il regime di Lukashenko, i sindacati indipendenti sono stati sciolti con la forza e i dirigenti sindacali perseguitati e incarcerati”. Una situazione che, sottolinea la Confederazione, non mostra segnali di miglioramento nemmeno dopo alcuni sviluppi recenti. “Il rilascio del leader Aliaksandr Yarashuk, espulso con la forza e privato dei suoi diritti sociali, non rappresenta un cambiamento nell'atteggiamento del regime”, si legge nella nota.
Il quadro resta dunque segnato da una repressione diffusa: “Decine di attivisti restano ancora dietro le sbarre, centinaia subiscono persecuzioni quotidiane e sorveglianza costante, non solo nel Paese ma anche all’estero”. Per la Cgil, si tratta di una strategia sistematica che punta a cancellare ogni forma di rappresentanza autonoma dei lavoratori.
Il movimento non si spegne
Ma il sindacato insiste sul fatto che la repressione non può spegnere il movimento. “Il movimento sindacale non si cancella con un decreto o con la forza: continua a vivere nelle voci delle lavoratrici e dei lavoratori”, afferma la Confederazione, rivendicando la necessità di una risposta globale. “Oggi le nostre voci si uniscono in un unico grido di solidarietà internazionale”.
Il sostegno ai sindacalisti bielorussi viene così inquadrato come una battaglia che va oltre i confini nazionali. “Sostenere la loro lotta significa difendere le libertà sindacali, la democrazia e i diritti civili ovunque, anche a casa nostra”, sottolinea la Cgil.
Il sindacato ricorda anche l’impegno concreto già avviato: nel 2024 la Cgil ha ospitato in Italia una delegazione del Bkdp in esilio, chiedendo alle istituzioni di garantire “sicurezza, giustizia e libertà” ai suoi rappresentanti. Il Bkdp sigla di Belarusian congress of democratic trade unions, (in italiano “Congresso bielorusso dei sindacati democratici”) è una confederazione sindacale indipendente fondata in Bielorussia nel 1993. È stata una delle principali organizzazioni a difendere i diritti dei lavoratori e la libertà sindacale in un contesto politico fortemente controllato dal governo.
L’azione continua
Il lavoro della Cgil, poi, proseguirà anche nei contesti internazionali, a partire dall’Organizzazione internazionale del lavoro, dove è prevista una sessione speciale durante la prossima Conferenza di Ginevra. La richiesta finale è netta e senza mediazioni: “chiediamo insieme la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici e sindacali”. E la conclusione è un appello che riecheggia come uno slogan: “Libertà e giustizia per la Bielorussia”.






















