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“Questi due giorni di confronti istituzionali al Ministero e in Regione Puglia sulla vertenza Natuzzi consegnano un messaggio chiaro: l’urgenza di riaprire la trattativa per riportare in Italia le produzioni che oggi si fanno altrove, anche attraverso il sostegno pubblico nella gestione e nella trasformazione” dichiara Ignazio Savino della Fillea Cgil Puglia, a margine dell'incontro odierno in regione su distretto mobile imbottito pugliese.
“Oggi i lavoratori sono nuovamente mobilitati e in presidio sotto la Regione Puglia per ribadire alcuni semplici concetti - continua -, va tutelato ogni posto di lavoro anche arrivando a superare gli ammortizzatori sociali nel breve e medio periodo; la minaccia dell’azienda di innalzare la cassa integrazione all’80% e con pagamento diretto Inps significa preannunciare la fine della produzione nella Murgia del salotto e non garantire il salario”.
“L'azienda deve ritirare la richiesta di cassa integrazione al 80% che per noi è irricevibile - conclude -, anche in considerazione del fatto che il ministro Urso ha dichiarato condizione preliminare per il tavolo permanente al Mimit un accordo sulla Cigs. Produzione e ammortizzatori estesi non stanno insieme: 1800 famiglie aspettano con ansia interventi concreti da parte dell’azienda e da tutti i livelli istituzionali, è il tempo delle scelte decisive”






















