L’ipotesi del ministro della Difesa, Guido Crosetto, di istituire una sorta di “Guardia nazionale” non è accettabile, perché la sicurezza è questione di democrazia, non di appalto. È la dura presa di posizione della segreteria nazionale del Silp Cgil. Il sindacato di polizia esprime la propria ferma e totale contrarietà rispetto alle recenti dichiarazioni di Crosetto, tornato a sostenere l’ipotesi di una riserva militare e di una sorta di “Guardia Nazionale” che potrebbe essere impiegata in compiti di ordine pubblico.

Un progetto, supportato anche da proposte di legge, che il Silp Cgil giudica pericoloso e anacronistico: “Non possiamo restare a guardare mentre si tenta di snaturare il delicato equilibrio della sicurezza nel nostro Paese”, dichiara Pietro Colapietro, segretario generale del sindacato.

“L’idea che l’ordine pubblico possa essere appaltato ai militari o gestito dal ministero della Difesa è un errore strategico e culturale che respingiamo con forza – spiega –. Non è la prima volta che Crosetto percorre questa strada, già criticata in passato, ma oggi il segnale che arriva è ancor più preoccupante”.

Il Silp denuncia una visione che punta alla militarizzazione della sicurezza, un approccio che svilisce la professionalità e la specificità delle donne e degli uomini della Polizia di Stato, formati per agire nel rispetto dei diritti costituzionali e nella mediazione sociale, non per trasformare la gestione della piazza in un’operazione militare.

Il governo deve intervenire. “Chiediamo alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di far sentire la propria voce”, continua Colapietro. “Vogliamo risposte chiare: quali sono le reali intenzioni del governo? La sicurezza dei cittadini e la gestione dell’ordine pubblico non sono asset da distribuire o da militarizzare all’occorrenza. Sono compiti che appartengono alle forze di polizia, presidio insostituibile di democrazia”.

Il Silp Cgil non intende indietreggiare, avverte, poiché la sicurezza democratica non può subire derive autoritarie mascherate da necessità organizzative: “Se l’intenzione di questo esecutivo è quella di militarizzare la sicurezza, noi non ci staremo mai”, conclude il segretario. “Siamo pronti a fare di tutto ciò che è consentito, in ogni sede e con ogni iniziativa necessaria, per contrastare questo disegno. Difenderemo l’identità civile della nostra istituzione e il modello di polizia che appartiene alla nostra repubblica”.