Incidente mortale sul lavoro nella notte nella galleria Monte Piazzo, sulla strada statale 36. La vittima è un operaio. La tragedia è accaduta durante le lavorazioni di completamento della canna nord della galleria Monte Piazzo, lungo la strada statale del Lago di Como e dello Spluga, che collega Sesto San Giovanni (Milano) al confine svizzero (Passo dello Spluga).

La vittima è un operaio dipendente di un'impresa subappaltatrice, impegnato nelle operazioni di montaggio di un elemento strutturale. Immediatamente soccorso dal personale presente in cantiere e dai sanitari del servizio di emergenza, l'uomo è stato trasportato in ospedale, dove è purtroppo deceduto poco dopo. Sul luogo dell'accaduto sono intervenuti il magistrato di turno, le forze dell'ordine e gli organi competenti per gli accertamenti.

Anas sta assicurando “la massima collaborazione all'autorità giudiziaria e agli organi di vigilanza affinché siano accertate nel più breve tempo possibile le cause e la dinamica dell'incidente”. Anas esprime “il più profondo cordoglio e la propria vicinanza ai familiari del lavoratore, ai colleghi e all'impresa coinvolta in questo tragico evento”.

Le organizzazioni sindacali del settore edile, Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Lecco, esprimono il proprio dolore e il più profondo cordoglio alla famiglia dell’operaio di soli 27 anni deceduto all’interno della galleria Monte Piazzo.

“Un’altra vita spezzata in cantiere, un’altra morte inaccettabile. Ogni infortunio mortale sul lavoro rappresenta una sconfitta per l’intera società e impone una riflessione intransigente sulla sicurezza nei cantieri, a partire dalla filiera degli appalti e subappalti”.

“Ad amplificare la rabbia per questa ennesima tragedia – continua la nota –, la mancanza di un protocollo di intesa di cantiere, uno strumento fondamentale per integrare e rafforzare le tutele operative e i presidi di sicurezza a garanzia dei lavoratori”.

I sindacati edili di Lecco chiedono che si faccia chiarezza sulle cause dell’infortunio mortale così da permettere all’attività giudiziaria e ad ATS di accertare ed evidenziare con rapidità ogni eventuale responsabilità.

“Riteniamo indispensabile – scrivono – un impegno concreto e straordinario da parte di istituzioni e imprese affinché la sicurezza dei lavoratori diventi l’assoluta priorità in ogni cantiere, senza mai essere sacrificata sull’altare dei tempi di consegna e di contenimento dei costi. Il rispetto delle misure di prevenzione e protezione deve essere assoluto e privo di deroghe. Il sindacato non abbasserà la guardia e continuerà a mobilitarsi per pretendere giustizia e per fermare questa continua scia di sangue, inaccettabile e indegna di un Paese avanzato. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto fondamentale e non negoziabile”.