La tutela della salute dei lavoratori torna al centro nel distretto ceramico emiliano. Regione Emilia-Romagna, Confindustria Ceramica, Acimac e sindacati hanno rinnovato per altri quattro anni il protocollo di intesa sulla prevenzione e la sicurezza dei lavoratori esposti alla silice cristallina respirabile, una delle principali cause di patologie professionali nel settore delle piastrelle.

Cgil in prima linea nel nuovo accordo

La Filctem Cgil, rappresentata dal segretario generale della categoria in Emilia-RomagnaSimone Cavalieri, ha firmato l’accordo insieme a Femca Cisl e Uiltec Uil. Il rinnovo rappresenta un passaggio cruciale per consolidare un modello di prevenzione che negli ultimi anni ha contribuito a migliorare le condizioni nei luoghi di lavoro e a ridurre l’incidenza delle malattie professionali. Il distretto di Reggio Emilia e Modena, tra i poli ceramici più importanti a livello internazionale, resta infatti un’area ad alto rischio per l’esposizione alle polveri contenenti silice libera cristallina.

Un momento del tavolo di oggi in Regione Emilia-Romagna
Un momento del tavolo di oggi in Regione Emilia-Romagna
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Ridurre le polveri e rafforzare la formazione

Il nuovo protocollo aggiorna i criteri per individuare le lavorazioni a rischio, rafforza le misure di riduzione delle polveri e rilancia formazione e informazione dei lavoratori. L’intesa si inserisce nel Piano regionale della prevenzione e nel nuovo quadro nazionale 2026-2031, con l’obiettivo di garantire continuità alle azioni già avviate e di adeguarle all’evoluzione tecnologica del comparto.

I risultati confermano il valore della contrattazione

“Le condizioni di salute e sicurezza sono migliorate e si è registrato un calo delle malattie professionali grazie alle buone pratiche introdotte”, hanno sottolineato gli assessori regionali Massimo Fabi e Giovanni Paglia, ribadendo l’impegno a diffondere queste prassi in tutto il distretto. Per la Cgil, il protocollo conferma il valore della contrattazione e del confronto tra istituzioni, imprese e rappresentanza dei lavoratori come strumento per coniugare tutela della salute e competitività industriale.

La silice, agente cancerogeno

La silice cristallina, classificata come agente cancerogeno dall’Ue, è regolata da un limite di esposizione professionale fissato a 0,1 mg/m³. L’Italia ha recepito la direttiva nel 2020, aprendo la strada al primo protocollo regionale del 2021, oggi rinnovato fino al 2030. Un percorso che, per il sindacato, resta essenziale per prevenire patologie respiratorie e rafforzare una cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.