Sottoscritto l'accordo quadro nazionale di gestione della crisi del gruppo Coin, nota catena italiana di grandi punti vendita nei settori abbigliamento, bellezza e decorazione d'interni, dal 2018 di proprietà del fondo di private equity inglese Bc Partners. L’intesa prevede misure per 249 lavoratori nell'ambito della riorganizzazione del marchio.

Sindacati: “Ora costruire soluzioni strutturali per il rilancio”

“Con la sottoscrizione dell’accordo quadro e dei verbali ministeriali sulla cassa integrazione straordinaria si definisce un primo perimetro di tutele indispensabile in una fase di crisi ancora estremamente delicata”, spiegano dichiarano Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil: “Abbiamo ottenuto strumenti concreti per difendere il reddito delle lavoratrici e dei lavoratori, favorire la ricollocazione, accompagnare volontariamente alla pensione chi è più vicino al traguardo previdenziale e mantenere aperta una prospettiva occupazionale anche nei territori segnati dalle chiusure”.

Questo passaggio, però, non esaurisce il confronto. “Resta aperto il nodo della tenuta industriale e commerciale del gruppo, così come quello della salvaguardia complessiva della rete vendita e dei livelli occupazionali”, proseguono i sindacati: “Per questo sarà decisivo il monitoraggio stringente degli impegni assunti dall’azienda e il pieno coinvolgimento delle istituzioni nazionali e regionali, affinché il confronto prosegua con continuità al Mimit e al ministero del Lavoro per costruire soluzioni strutturali che impediscano un progressivo ridimensionamento del marchio e offrano una prospettiva occupazionale concreta a tutte le persone coinvolte dalla vertenza”.

I contenuti dell’accordo

L’intesa riguarda 249 lavoratrici e lavoratori: 66 addetti del punto vendita di Roma Cola di Rienzo, chiuso il 4 aprile a seguito dello sfratto dei locali, che accedono alla cigs per cessazione d’attività dal 13 aprile al 31 dicembre; 183 dipendenti dei negozi di Mestre, Roma San Giovanni e Roma Cinecittà, che accedono alla cig per crisi aziendale dal 13 aprile al 12 aprile 2027. Previsto anche il ricorso al contratto di solidarietà, già attivato per il punto vendita di Firenze, rafforzando ulteriormente gli strumenti di gestione conservativa dell'occupazione.

“Al centro dell’accordo quadro – precisano Filcams, Fisascat e Uiltucs – c’è la priorità di massimizzare ogni possibilità di ricollocazione interna e territoriale, attraverso la messa a disposizione mensile di tutte le posizioni aperte sull’intera rete Coin, percorsi di riqualificazione professionale, il coinvolgimento delle Regioni nelle politiche attive e il ricorso alla formazione finanziata anche tramite i fondi interprofessionali”.

Per il personale di Roma Cola di Rienzo è stato inoltre definito un diritto di precedenza di tre anni in caso di nuova apertura nel territorio di Roma, con riassunzione senza periodo di prova e alle medesime mansioni.

L’accordo quadro prevede anche uno specifico capitolo dedicato alle uscite volontarie e non traumatiche, con l’attivazione, durante il periodo di cassa integrazione straordinaria, di procedure di licenziamento collettivo esclusivamente con il criterio di non opposizione, allo scopo di accompagnare alla pensione il personale con almeno 62 anni, sostenuto da incentivi economici aggiuntivi che saranno definiti tra le parti.

L’intesa prevede infatti il riconoscimento, oltre all’indennità sostitutiva del preavviso, di uno specifico incentivo all’esodo parametrato alla differenza tra Naspi e retribuzione annua lorda individuale, con l’obiettivo di favorire le adesioni volontarie. Una soluzione pensata per ridurre ulteriormente l’impatto degli esuberi e favorire il riequilibrio occupazionale nei territori maggiormente colpiti dalla crisi.