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“Il mio timore è la fuga degli studenti bianchi”. Sono le parole pronunciate dal ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara, che ancora una volta riportano al centro del dibattito un’idea di scuola pubblica fondata sulla contrapposizione e sulla paura della diversità.
Come Rete degli studenti medi, si legge in una nota, “riteniamo queste dichiarazioni gravi e inaccettabili. La scuola pubblica non può essere raccontata come un luogo escludente nei confronti degli studenti con background migratorio. La presenza di persone con storie, culture e origini differenti non rappresenta un problema da contenere, ma è parte della realtà delle nostre scuole e della società in cui viviamo”.
“Da settimane assistiamo a dichiarazioni e proposte che sembrano mettere in discussione il principio di una scuola realmente inclusiva – dichiara Angela Verdecchia, Coordinatrice nazionale della Rete degli studenti medi –. Dopo il dibattito sul tetto agli alunni stranieri per classe, oggi ci troviamo di fronte a parole che individuano nella presenza degli studenti stranieri una possibile minaccia alla permanenza degli studenti bianchi, una narrazione malata che rifiutiamo con forza”.
L’articolo 34 della Costituzione, continua, “stabilisce che ‘la scuola è aperta a tutti’. Crediamo che questo principio debba rappresentare il punto di partenza di qualsiasi politica sull’istruzione: una scuola pubblica, laica, inclusiva e accessibile, capace di garantire a ogni studentessa e ogni studente le stesse opportunità”.
“Se ci sono scuole segnate da disuguaglianze e segregazione scolastica – continua Verdecchia – la risposta non può essere incentivare i suddetti problemi dividendo gli studenti sulla base della loro origine o costruire categorie di studenti da tutelare rispetto ad altri. Servono investimenti nel diritto allo studio, nell’edilizia scolastica, nel personale, nei percorsi di inclusione e nel contrasto alle disuguaglianze”.
“Vogliamo una scuola che emancipa e non discrimina, che accoglie e non esclude, che consideri le differenze una ricchezza e non una minaccia. Il diritto allo studio deve essere garantito a tutt3, senza gerarchie fondate sull’origine, sul colore della pelle o sulla storia della propria famiglia. È su questa idea di scuola che continueremo a mobilitarci”, termina la nota.






















