Due lavoratori della Società Tdu srl, che lavora negli appalti Amazon di Bologna, sono stati “licenziati con accuse pretestuose – scrive la Filt Cgil –. Accuse che nascondono l’intenzione di eliminare il sindacato dall’azienda e intimorire i lavoratori e le lavoratrici. Uno di loro, infatti, ha il ruolo di rsa e l’altro è stato rappresentante sindacale fino a poco tempo fa”.

La Filt Cgil ritiene i licenziamenti discriminatori per ragioni sindacali e avvierà una causa per condotta antisindacale, ai sensi dell’art. 28 dello Statuto del Lavoratori, per impedire che la condotta illecita di Tdu venga portata avanti.

Il sindacato contesta da tempo a Tdu srl, una delle dieci società appaltatrici impiegate da Amazon nei diversi magazzini presenti sul territorio di Bologna con circa 200 lavoratori, il mancato rispetto degli accordi sindacali sui danni ai furgoni causati dall’autista, sul pagamento delle ore di straordinario e sulla percentuale massima dei contratti a tempo determinato che l’azienda non ha mai rispettato.

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Il sindacato spiega dunque che “l’azienda Tdu ha quindi adottato comportamenti antisindacali a danno della Filt Cgil attraverso continue pressioni sui lavoratori atte a limitare le libertà sindacali e culminate in procedimenti disciplinari ai danni degli rsa verosimilmente basati su controlli occulti. Inoltre, nonostante le richieste, l’azienda non ha fornito alcuna documentazione o prova e quindi non è stato permesso ai lavoratori di difendersi adeguatamente dalle accuse”.

“I rappresentanti – si legge nella nota – sono stati perseguitati a lungo ricevendo un trattamento diverso dagli altri lavoratori in ragione del ruolo che ricoprivano e uno di loro è reduce da un primo tentativo di licenziamento basato su accuse false e assurde, prive di documentazione a supporto, che si è concluso in un nulla di fatto per l’azienda grazie alla disponibilità e all’onestà di una cliente di Amazon, che ha portato a confutare le accuse e ad archiviare il procedimento”.

La Filt Cgil bolognese “rivendica il diritto alla difesa dei lavoratori nell’ambito dei procedimenti disciplinari, diritto che non può essere esercitato davanti ad accuse senza prove e documentazione. Il livello dello scontro si alza e il sindacato procederà con le prossime iniziative nell’ambito dello stato di agitazione già proclamato, per ristabilire il rispetto degli accordi sindacali e – si conclude la nota – il rispetto delle persone che lavorano in questa filiera”.