Giustizia è fatta. Nelle scorse settimane è stato raggiunto, infatti, un accordo transattivo a tutela degli interessi di un lavoratore e dei suoi eredi. Il caso riguarda un lavoratore che ha lamentato di essere stato esposto per anni all’amianto durante le fasi di lavorazione in un’importante azienda operante nell’area portuale ed è purtroppo deceduto dopo una lunga malattia. La sua scomparsa non ha però impedito alla famiglia di intraprendere un percorso di giustizia e tutela nei confronti dell’impresa all’epoca datrice di lavoro.

Gli eredi, assistiti dal patronato della Cgil, l’Inca di Falconara Marittima e di Chiaravalle, hanno promosso azione risarcitoria ottenendo un accordo transattivo con l’impresa del valore di oltre 300 mila euro in proprio favore a soddisfazione delle pretese azionate. Il risultato raggiunto è stato reso possibile anche grazie al contributo dell’Avv. Elisa Marchesini del Foro di Ancona.

“Questo accordo – dichiara David Visani, segretario Cgil di Ancona – mette al centro il tema prioritario della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. L’integrità del lavoratore deve essere garantita dall’azienda come obbligo inderogabile e, nonostante nessuna somma potrà mai colmare il vuoto della perdita del proprio caro, l’intesa raggiunta rappresenta un’importante tutela dei diritti del lavoratore e dei suoi familiari”.

Per questo motivo, conclude Visani, “il ruolo del Patronato Inca Cgil della provincia di Ancona rappresenta un punto di riferimento fondamentale nella tutela individuale delle lavoratrici e dei lavoratori, in particolare per quanto riguarda i danni alla salute eventualmente legati alle condizioni di lavoro”. Pertanto, la Cgil invita chi ritenga di aver subito un danno legato all’attività lavorativa a rivolgersi agli uffici Inca per una valutazione della propria situazione.