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La vertenza

G&W Electric (Foggia), chiusura confermata: è sciopero

Foto: www.facebook.com/fiomcgil/
Redazione
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La multinazionale ribadisce i 114 licenziamenti. Lavoratori in piazza: tre ore di sciopero e presidio davanti ai cancelli dell'azienda

La multinazionale americana conferma chiusura e licenziamenti. E ai 114 dipendenti della G & W Electric di Foggia non resta che lo sciopero. Questa la decisione dell’assemblea dei lavoratori: tre ore di stop oggi (martedì 24 gennaio), dalle ore 11 alle 14, con presidio davanti i cancelli dell’azienda.

Nel primo incontro tra azienda e sindacati, che si è tenuto lunedì 23, l’azienda produttrice di quadri elettrici di bassa e media tensione ha confermato quanto annunciato mercoledì 18: la messa in liquidazione dello stabilimento e il conseguente avvio della procedura di licenziamento collettivo.

Sindacati: scelta sbagliata e pericolosa

“L’azienda ha confermato la volontà di dismissione dell’impianto e di voler procedere rispetto a una decisione ritenuta irrevocabile”, hanno commentato Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, esprimendo tutta la loro contrarietà rispetto alla scelta assunta dal management aziendale, giudicata “sbagliata e pericolosa”.

Le sigle metalmeccaniche hanno ribadito come “la grave situazione economica venutasi a creare, frutto unicamente delle scelte sbagliate assunte dalla dirigenza in carica, non può e non deve mettere a rischio il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori dello storico impianto foggiano”. Lo stabilimento, infatti, è attivo da 50 anni, e fu rilevato dalla società americana solo nel 2019 dal gruppo Tozzi.

“Occorre ricercare soluzioni alternative ai licenziamenti collettivi”, hanno dichiarato i sindacati, richiamando l’azienda “a quella responsabilità sociale d’impresa sancita dalla Costituzione”. Fiom, Fim e Uilm ritengono che “sia possibile avviare una fase di rilancio dello stabilimento anche attraverso l’utilizzo dei fondi previsti dal Pnrr per la riconversione energetica”.

Per i sindacati la decisione di chiudere lo stabilimento “comporterebbe conseguenze devastanti per l’intero tessuto sociale di Capitanata, in un territorio già fortemente martoriato dalla disoccupazione”. I metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil ritengono urgente “l’avvio di un tavolo di crisi presso la Regione Puglia e il ministero delle Imprese per garantire la continuità industriale e lavorativa del sito”.

C’è bisogno, dunque, dell’intervento delle istituzioni “per scongiurare un dramma già annunciato”. Per questa ragione, i sindacati territoriali “procederanno urgentemente alla convocazione del Comitato regionale per il monitoraggio del sistema economico produttivo e delle aree di crisi (Sepac)”.