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Diritti, lavoro dignitoso, memoria. È il Premio Jerry Masslo promosso dalla Flai Cgil, che torna a Villa Literno (Caserta) dal 1° al 3 ottobre. Tre giorni di incontri, riflessioni, testimonianze e memoria civile per ribadire l’impegno contro il caporalato, lo sfruttamento e il razzismo.
Questa settima edizione si inserisce in un contesto europeo e internazionale in cui si sta consumando un arretramento sui diritti fondamentali della persona, con politiche migratorie discriminatorie che stanno portando a nuove forme di emarginazione.
Dai diritti ai rimpatri
La cornice tematica scelta quest’anno richiama infatti il passaggio “dall’Europa dei diritti a quella dei rimpatri”: il premio pone interrogativi sul futuro dell’accoglienza e della convivenza democratica ed è un’occasione per riaffermare che la storia di Jerry Masslo non appartiene soltanto al passato, ma parla ancora al presente dell’Italia e del continente, richiamando istituzioni e società civile alla responsabilità di costruire lavoro dignitoso, inclusione e giustizia sociale.
Un premio per la dignità
“Il premio fu istituito dalla Flai nel 2012 con molteplici vocazioni – afferma Jean René Bilongo, presidente della Fondazione Placido Rizzotto -: parlare della dignità del lavoro, del lavoro dei migranti, delle politiche di accoglienza e della mancata integrazione degli stranieri nei territori e nel sistema economico e produttivo. Questo premio è dedicato a un richiedente asilo sudafricano e vuole collocare il lavoro dei migranti al centro del nostro approccio sindacale. Come succede a tanti, l’istanza di Masslo fu respinta. Quella storia è lo specchio di ciò che accade oggi: le richieste di asilo vengono rigettate e le persone sono costrette a sopravvivere in condizioni vessatorie. E Jessy Masslo è un po’ un capostipite delle centinaia di migliaia di persone a cui capita la stessa sorte”.
Alla ricerca di accoglienza
Jerry Essan Masslo venne ucciso il 25 agosto 1989 durante un blitz di criminali nelle baracche di Villa Literno in cui viveva in condizioni durissime con molti altri migranti. A 29 anni aveva deciso di lasciare la sua terra, il Sudafrica, all’epoca teatro di orrori e discriminazioni, dove aveva partecipato a tante manifestazioni per i diritti dei neri, perché credeva nel cambiamento e sognava una società capace di accogliere.
Dall’uccisione alla consapevolezza
Anziché trovare una ventata di civiltà, la possibilità di vivere in pace e di coltivare il sogno di un domani senza barriere, in Italia trovò razzismo, prepotenze, soprusi e sfruttamento. E trovò anche la morte quando in quattro decisero di rapinare i salari dei braccianti. Quello che avvenne dopo fu straordinario.
La sua morte scosse l'opinione pubblica e segnò l'inizio di un percorso, una profonda riflessione sul diritto d’asilo, il lavoro agricolo, la tutela dei lavoratori stranieri, dando impulso a importanti cambiamenti normativi e a una nuova stagione di mobilitazione contro il razzismo.
Per la prima volta si aprì un dibattito sulle tematiche dell’immigrazione, intervennero l’Onu, il Papa, il presidente della repubblica, il mondo politico e sociale, Jerry ebbe i funerali di Stato. Il 20 settembre a Villa Literno si tenne il primo sciopero degli immigrati contro il caporalato al servizio della camorra. Gli assassini furono arrestati e condannati al carcere.
“Il premio è il più alto appuntamento della nostra federazione sulla tematica del lavoro migrante nel comparto dell’agricoltura – prosegue Bilongo -. E rappresenta uno dei più significativi nel panorama dedicato alla memoria delle vittime dello sfruttamento e alla promozione di una cultura dei diritti. Per partecipare arrivano lavori dalle scuole di ogni ordine e grado, di giornalisti, nell’ambito della ricerca scientifica universitaria e anche opere di prosa, poesia, arte plastica. Che cosa è cambiato nel corso di questi anni? La vera rivoluzione è la maggiore consapevolezza che la dignità del lavoro e del lavoro migrante va tutelata e valorizzata, perché gli immigrati sono le colonne portanti del sistema produttivo di questo Paese in ogni settore, a cominciare dal primario”.
Il programma
Che cosa prevede il programma della tre giorni? Si parte il 1° ottobre alle 17 con l’incontro pubblico “Jerry Masslo, contrasto al caporalato, narrazioni distorte. Non si cancella la memoria di un territorio con i Cpr”, un confronto che vede la partecipazione di rappresentanti del sindacato, dell’associazionismo, del terzo settore e del mondo dell’informazione.
Il 2 ottobre dopo la commemorazione di Jessy Masslo al cimitero di Villa Literno, è la volta alle 16 del convegno “Dall’Europa dell’accoglienza a quella della remigrazione. Da Masslo a oggi: perché un’altra Europa è possibile”, con la partecipazione di esponenti delle istituzioni, del parlamento europeo, del mondo associativo e delle organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani. La tre giorni si conclude il 3 ottobre alle 10 con la premiazione dei vincitori del premio.























