Trasporti alle stelle con tariffe record per treni, aerei e pullman rispetto a marzo. Aumento dei prezzi dei prodotti tipici. In salita anche il costo di hotel e ristoranti nelle città d’arte, del 10 e del 5 per cento sullo scorso anno. Questa del 2026 è una Pasqua all’insegna dei rincari, segnata da guerre e tensioni politiche ed economiche che appesantiscono il conto delle famiglie.

Più 530 euro all’anno per i carburanti 

Non bastavano il sovrapprezzo dei carburanti registrato nelle ultime settimane, con dinamiche fuori controllo non in linea con l’andamento delle quotazioni di mercato del greggio, e le ricadute sui consumatori di 282 euro annui per i costi diretti (per i rifornimenti auto) e di 247 euro in termini indiretti (per i beni trasportati). A rendere queste festività ancora più care si sono aggiunte altre voci.

Prodotti tipici: più 5,2 per cento 

Partiamo dai prodotti tipici che gli italiani portano in tavola. Dalle rilevazioni dell’osservatorio nazionale di Federconsumatori emerge che nel 2026 l’aumento medio è del 5,2 per cento rispetto allo scorso anno. Dopo la forte impennata del costo del cacao, si registrano rincari delle uova di Pasqua del più 6 per cento in media. Nel settore dei prodotti da forno ad aumentare di più è la colomba classica, del 7 per cento, in quello della carne l’agnello e il coniglio, più 10 per cento.

“C’è una maggiore attenzione al rapporto qualità-prezzo più che al brand – afferma l’associazione in una nota -: si leggono le etichette nutrizionali, si valuta la sostenibilità di ingredienti e filiere, si prediligono prodotti locali. Aumenta anche l’attenzione a non sprecare”.

Tra i consigli di Federconsumatori per risparmiare e acquistare in sicurezza, controllare il prezzo dei prodotti al chilo, che permette di scoprire le reali differenze, leggere sempre l’etichetta, verificare il marchio CE sulle sorprese delle uova di Pasqua, preferire prodotti locali e artigianali.

Trasporti inaccessibili 

Ai rincari a tavola si aggiungono quelli dei trasporti, per chi volesse trascorrere la Pasqua fuori casa: secondo alcune stime solo una famiglia su sette, pari a circa 3,8 milioni di nuclei, sceglierà di partire. Di questi oltre il 96 per cento resterà in Italia, scegliendo soluzioni low cost in bed and breakfast, agriturismi, appartamenti in affitto.

Quanto costa viaggiare? Circa il 4 per cento in più per la benzina e il 26 per il diesel se ci si sposta in auto, nonostante il taglio delle accise che però è stato completamente eroso dai fenomeni speculativi. Gli aumenti non mancano neppure per chi sceglie di viaggiare diversamente.

“Nel confronto con il 2025, a Pasqua, i costi dei voli per le tratte monitorate sono aumentati mediamente del 23 per cento – denuncia Federconsumatori –, con picchi di oltre l’80 per cento per un Milano-Londra e del 73 per cento per un Milano-Parigi. Nel periodo di Pasqua viaggiare in treno costa il l’11 per cento in più rispetto allo scorso anno”.

Speculazioni sui viaggi 

Se si confrontano le tariffe delle festività con quelle praticate nei periodi immediatamente precedenti, i balzelli si fanno più grandi. Nel week end di Pasqua i viaggi in treno aumentano mediamente del 47 per cento, con picchi fino al 65 per cento per un Milano-Bologna. Non va meglio a chi decide di prendere un volo: i costi delle tratte nazionali aumentano del 67 per cento, con un più 131 per cento per la tratta Torino-Palermo, e quelli dei voli internazionali del 62 per cento. Il pullman? È ancora il più economico, ma i rincari sono i più elevati: mediamente i biglietti monitorati da Federconsumatori aumentano del 72 per cento.

Hotel e ristoranti 

Hotel e ristoranti non sono da meno: l’osservatorio ha rilevato forti rialzi dei costi nelle principali città d’arte in occasione del weekend di Pasqua, sia rispetto al 2025 che rispetto al fine settimana precedente. Il pernottamento in camera doppia per due persone a Pasqua con colazione compresa costa il 55 per cento in più rispetto all’ultimo sabato e domenica di marzo e il 10 per cento in più sul 2025.

Anche i menu dei ristoranti segnano aumenti: il 4 per cento sul weekend precedente e il 5 su Pasqua 2025. “Rincari che renderanno difficile e in molti casi proibitiva la scelta persone che mangerà fuori casa sarà limitato: solo una famiglia su quattro farà questa scelta, preferendo soprattutto agriturismi e ristoranti dalla cucina tradizionale”.