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Protestano i lavoratori di Zte in sciopero. La multinazionale ha aperto una procedura di licenziamento. In Italia ha sede in molti territori, da Pozzuoli a Milano, da Roma a Padova. “La scelta di Zte Italia di confermare 60 licenziamenti su un organico di soli 177 dipendenti, dopo la disdetta degli accordi di secondo livello e la chiusura di diverse sedi aziendali più piccole, resta inaccettabile. La riduzione degli esuberi dagli iniziali 81 agli attuali 60 è il frutto dell’azione sindacale, ma non cambia la gravità della situazione”, ha dichiarato Giulia Guida, segretaria generale della Slc Cgil Napoli in occasione dello sciopero unitario, proclamato con Fistel Cisl e Uilcom Uil.
Ai licenziamenti si sommano, secondo la Cgil, la rigidità dell’azienda nel voler chiudere quattro sedi periferiche – Padova, Bologna, Bari e Catanzaro – e nell’azzerare tutti gli accordi di telelavoro e smart working dal 31 dicembre 2026, imponendo un rientro in presenza al 100% dal 1° gennaio 2027 esclusivamente sui tre hub di Milano, Roma e Pozzuoli. Anche le proposte economiche di incentivazione all’esodo (da 8 a 18 mensilità in base all’anzianità) sono state respinte in quanto giudicate insufficienti rispetto all’entità della riorganizzazione.
Proteste anche a Roma in via Laurentina. Nella Capitale a rischiare il posto sono in 25.
La protesta a Milano
A Milano si è tenuto un presidio in mattinata davanti alla sede di via Gattamelata 34. Oltre allo sciopero giornaliero, prosegue il blocco degli straordinari, della reperibilità e delle prestazioni di lavoro supplementari fino al 30 ottobre 2026.
Il presidio a Padova
A Padova presidio davanti alla sede in Via Nona Strada 23. “Siamo qui al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori – ha detto la Slc Cgil – per difendere il lavoro, salvare le competenze e pretendere risposte immediate dal governo”.
“Le lavoratrici e i lavoratori – ha sottolineato Nicola Romanato della Slc Cgil Veneto durante il presidio – hanno manifestato tutta la rabbia di chi si batte per non veder svanire il proprio futuro. Una mobilitazione che non si fermerà perché il muro contro muro dell’azienda sui licenziamenti e sulla chiusura della sede calpesta professionalità costruite in anni di lavoro. Non è solo una vertenza aziendale. Ridurre l’occupazione e smantellare un settore strategico come quello delle telecomunicazioni significa impoverire l’intero territorio. Il lavoro merita rispetto, non tagli lineari”.
Guida, Slc Napoli: “Non si costruisce innovazione tagliando posti di lavoro”
“Lo sciopero unitario proclamato per la giornata di oggi – ha detto Giulia Guida a Pozzuoli – rappresenta una risposta forte a scelte che scaricano sui lavoratori il costo della crisi. Preoccupano, inoltre, le ipotesi di incentivazione all’esodo e la chiusura delle sedi, che rischiano di tradursi in ulteriori pressioni occupazionali. Le telecomunicazioni – ricorda la segreteria generale Slc Cgil Napoli – sono un settore strategico per il Paese. Chiediamo a Zte di ritirare il piano dei licenziamenti e di aprire un confronto serio sul futuro industriale e occupazionale dell’azienda. Non si costruisce innovazione tagliando posti di lavoro. Chiediamo al governo – conclude – di non abbandonare un settore strategico, lasciando le aziende e, soprattutto, chi vi lavora, senza certezze, supporto e punti di riferimento”.






















