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L’emergenza carburante è rientrata, ma resta aperta la questione delle relazioni industriali. È questo il motivo per cui Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil Campania hanno confermato il presidio organizzato nella mattinata di oggi, lunedì 26 ottobre, davanti alla sede direzionale Enel di via Galileo Ferraris, a Napoli.
La mobilitazione era stata indetta durante i giorni di blocco dei trasporti e di conseguente carenza di carburante per i mezzi di pronto intervento. Secondo le organizzazioni sindacali, tuttavia, il superamento dell’emergenza logistica non cancella la mancata disponibilità dell’azienda al confronto proprio nelle ore più critiche.
I sindacati denunciano che, mentre altre grandi aziende dei servizi essenziali sul territorio hanno aperto tempestivamente tavoli di crisi con le rappresentanze dei lavoratori per individuare soluzioni condivise a tutela dell’occupazione e della sicurezza pubblica, Enel non avrebbe avviato alcuna interlocuzione. Una chiusura che, secondo le tre sigle, ha lasciato i lavoratori in prima linea senza indicazioni chiare e senza il necessario supporto aziendale.
L’incontro durante il presidio
Nel corso della mobilitazione, una delegazione sindacale è stata ricevuta dai rappresentanti di Enel per un incontro non programmato. Al tavolo, le organizzazioni hanno ribadito che le ragioni della protesta non si limitano alla carenza di carburante dei giorni precedenti, ormai superata, ma riguardano anche una serie di richieste avanzate da tempo e rimaste senza risposta.
La mancata apertura di un confronto durante l’emergenza, spiegano Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil Campania, rappresenta il punto più grave di una situazione caratterizzata da una prolungata assenza di dialogo con le rappresentanze sindacali. Per questo le tre sigle hanno chiesto un cambiamento immediato nella gestione delle relazioni industriali in Campania, insieme a un confronto sulle criticità emerse. Il rispetto per chi lavora sul campo e il dialogo con le parti sociali, sottolineano, non possono essere lasciati alla discrezionalità dell’azienda.
I sindacati chiedono ora risposte concrete alle rivendicazioni rimaste in sospeso e fatti tangibili che dimostrino un’effettiva inversione di rotta. L’incontro durante il presidio, concludono, deve rappresentare un punto di svolta per superare la mancanza di ascolto e ripristinare corrette relazioni industriali.






















