I 10 milioni destinati alla pesca nello schema di decreto legge con misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca, rappresentano un primo segnale positivo per un comparto che vive una crisi ormai decennale, aggravata dalle restrizioni europee per la tutela delle risorse ittiche e dall'aumento dei costi energetici. Lo sostiene la Flai Cgil in una nota.

“Accogliamo con favore questo intervento - dichiara Antonio Pucillo, capodipartimento pesca della Flai -, ma il governo continua a ignorare una questione fondamentale: nella pesca l'aumento del costo del gasolio ricade direttamente anche sui lavoratori, incidendo pesantemente sulle loro retribuzioni”.

Per il sindacato le risorse destinate a compensare i maggiori costi del carburante devono essere distribuite nel rispetto dei contratti collettivi nazionali, che prevedono la condivisione di tali contributi con gli equipaggi.

“Da tempo chiediamo regole chiare per garantire che gli aiuti pubblici destinati al carburante vengano ripartiti correttamente tra imprese e lavoratori – prosegue Pucillo -. Sarebbe stata un'occasione importante per evitare tensioni tra armatori ed equipaggi e per riconoscere il contributo di chi ogni giorno lavora in mare”.

La Flai Cgil richiama inoltre l'attenzione sulle criticità strutturali del settore, dall'assenza di un ammortizzatore sociale adeguato alla mancata piena applicazione delle norme sulla sicurezza, condizioni che continuano ad allontanare i giovani dal lavoro nella pesca.